Sicurezza
Capasso nella nazionale degli amputati
di Alessandro Bientinesi
Il calciatore lucchese si allena al Centro Sportivo Vignini e Fiondella in vista delle sfide con Polonia, Francia e Belgio
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LUCCA. Sfiderà a ottobre in Turchia le nazionali di Polonia, Francia e Belgio. Europeo di calcio amputati che potrebbero dare a lui e alla nazionale italiana il pass per i mondiali in Messico nel 2018. Paolo Capasso, 20enne lucchese da tre anni in pianta stabile con la formazione italiana legata al Csi (centro sportivo italiano), ha preparato bene l’appuntamento in questi mesi allenandosi con costanza. Anche con Vittorio Tosto che lo ha accolto e seguito per un tratto di preparazione agli impianti accanto al Porta Elisa dopo un appello lanciato tramite il nostro giornale. Ora e fino a domenica Paolo Capasso sarà ad Asiago con la nazionale italiana calcio amputati per il penultimo ritiro prima dell’appuntamento europeo. «Nei primi giorni di agosto ho iniziato ad intensificare la preparazione fisica per arrivare subito pronto a questo raduno – racconta il 20enne lucchese -. Dopo Asiago, comunque, resterò con altri compagni di squadra per un mese a Livigno per arrivare nelle migliori condizioni fisiche possibili all’europeo di Turchia». L’inizio del torneo internazionale è fissato per il 1 ottobre e pochi giorni fa sono stati sorteggiati i gironi di qualificazione ai quarti di finale. «La testa di serie più difficile da battere sarà, ovviamente, la Polonia che ha già una grande tradizione in questo sport – spiega Capasso -. La Francia è più abbordabile anche se da non sottovalutare, mentre il Belgio è una squadra emergente ma che abbiamo battuto in tutti i test di questi anni. L’obiettivo minimo è di qualificarsi tra le prime otto, cosa non impossibile perché possiamo riuscirci anche risultando una delle migliori terze del girone. Questo ci permetterebbe di qualificarci per il mondiale in programma in Messico nel 2018, anche se puntiamo ad arrivare nei primi tre posti». Dopo Asiago e Livigno Paolo Capasso e i compagni di nazionale avranno un ultimo raduno a Santa Croce sull’Arno a fine settembre, poi in viaggio verso la Turchia provando a conquistare un risultato importante. «Abbiamo una buona nazionale e stiamo perfezionando lo spirito di squadra e gli schemi – spiega il giovane lucchese -. Il nostro punto di forza? Direi che con Daniel Priami, portiere di Livorno e unico toscano insieme a me, abbiamo il Buffon del calcio amputati tra i pali. Anche se il resto della squadra è competitivo». Toscano anche il terzo componente della nazionale italiana calcio amputati, il rosignanese Emiliano Gronchi, preparatore degli estremi difensori e anche lui in questi giorni ad Asiago.
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