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Dopo il patentino a Coverciano  Fanani torna e cerca panchina

di Luca Tronchetti
Dopo il patentino a Coverciano  Fanani torna e cerca panchina

LUCCA. Dove eravamo rimasti? Per Pacifico Fanani, 45 anni, ex difensore centrale di Pontedera, Poggibonsi, Forlì e soprattutto bandiera del Castelnuovo, due stagioni orsono protagonista del grande...

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LUCCA. Dove eravamo rimasti? Per Pacifico Fanani, 45 anni, ex difensore centrale di Pontedera, Poggibonsi, Forlì e soprattutto bandiera del Castelnuovo, due stagioni orsono protagonista del grande campionato del GhiviBorgo che raggiunse i playoff, torna a farsi sentire il profumo della panchina. L’anno scorso ha frequentato i banchi di Coverciano e oggi è in possesso del patentino Uefa A per poter allenare in serie C e fare il secondo in A e B. Un’esperienza formativa importante grazie anche agli insegnamenti di Renzo Ulivieri: «Con me hanno preso il diploma ex calciatori come Gabriele Graziani (figlio di Francesco, campione del Mondo nel 2006), La Grotteria, La Cagnina, Zanetti, Ivan Maraia, attuale tecnico del Pontedera e Fiasconi tecnico in Seconda della Pistoiese. Un’esperienza coinvolgente che ti crea un’altra mentalità e ti aiuta a crescere sia a livello tecnico che psicologico e ad affrontare meglio anche il mondo della comunicazione. Per potermi iscrivere al corso di Coverciano mi sono rivolto al Pontedera dell’amico Paolo Giovannini che mi ha tesserato e così durante la stagione non ho potuto allenare nessuna formazione di serie D». Fanani aveva avuto richieste la passata stagione dallo stesso GhiviBorgo dopo l’esonero di Marmorini e prima dell’ingaggio di Amoroso: «Sì, mi avevano chiamato. Ma essendo tesserato con il Pontedera e frequentando il corso non ho potuto allenare. Poi ho avuto contatti anche per dirigere il Viareggio e la Massese, ma sempre per lo stesso motivo sono rimasto fermo». Adesso può finalmente tornare in pista: «Le squadre sono tutte impegnate e non è facile con questi chiari di luna riuscire a trovare un posto in serie D o in Eccellenza. Riparto da zero con grande entusiasmo e immutato ottimismo. Credo di essermi arricchito come uomo e come allenatore e sono pronto ad accogliere le proposte e la fiducia che i club vorranno concedermi. Quel GhiviBorgo edizione 2015-2016 mi è rimasto dentro. Eravamo una squadra coesa, un gruppo di amici che sciorinavano un bel calcio e, nonostante le difficoltà iniziali, abbiamo raggiunto i playoff, un risultato insperato alla vigilia e per una neo promossa. La categoria? Non ne faccio una questione imprescindibile. Vorrei trovare una squadra che abbia un progetto preciso e formata da dirigenti seri e ambiziosi». (l.t.)



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