Il Tirreno

Lucca

La follia dell’Erzberg contagia i lucchesi  

di Luigi Spinosi
La follia dell’Erzberg contagia i lucchesi  

Quattro appassionati di enduro partecipano alla spettacolare scalata della montagna austriaca già miniera di ferro

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LUCCA. Eravamo quattro amici al bar... A volte le avventure più grandi iniziano così. E così è iniziata anche l’avventura di un gruppo di appassionati lucchesi, che può non apparire “l’avventura più grande”, ma certo può essere catalogata tra le avventure più folli e divertenti. Stiamo parlando del Red Bull Erzberg Rodeo, una delle principali manifestazioni mondiali dedicate agli appassionati di Enduro e, sicuramente, la più importante d’Europa. Una rassegna ai limiti, e anche oltre, delle possibilità dei motociclisti appassionati di fuoristrada, che da 23 anni si svolge nello scenario quasi surreale di una vecchia miniera di ferro, una cava che ha scavato la montagna dell’Erzberg nella regione austriaca della Stiria. Qui, ogni anno dal 1995, si ritrovano migliaia di enduristi, provenienti da tutto il mondo, per sfidarsi in quella che è una vera e propria gara a eliminazione. E in mezzo a quei pazzi appassionati da un paio di anni c’è anche un gruppo di lucchesi. Un’avventura iniziata, appunto, davanti a un tavolo, come racconta uno di quei lucchesi su due ruote, Francesco (Frank) Raffaetà: «È partito tutto in una cena, durante un incontro con alcuni appassionati di Porretta che avevano già partecipato. Perché non provare anche noi a fare l’Erzberg?». Detto fatto. Così un gruppo di una decina di persone, metà da Porretta Terme (una città, quella al confine tra Pistoia e Bologna, che vanta una lunga tradizione motoristica) e l’altra dalla Lucchesia, si è organizzato, dividendosi i compiti («Noi ci siamo occupati dell’aspetto tecnico, loro di quello logistico», spiega Frank), e si sono gettati nell’impresa, una di quelle da far tremare i polsi, sostenuti dalla concessionaria Husqvarna Motor Track di Nave di Marco Lepori e Fabio (Fagiano) D’Arrigo.

La gara consiste in tre più uno giorni di gara: nei primi tre circa 2mila enduristi si sfidano in una serie di gare eliminatorie, con corse (in gruppi di 50) o prove di scalata su salite dalla pendenza impossibile. Di quei duemila, alla fine, ne resteranno in gara solo 500, quelli che nei tre giorni precedenti hanno fatto registrare le prestazioni migliori. È la gara conclusiva, quella della domenica, il Red Bull Hare Scramble, con 22 check point da raggiungere. Impresa al limite dell’impossibile, visto che su 500 in pochissimi riescono a concludere il percorso: in 22 quest’anno, appena in 6 in quello precedente. Ma, nonostante la durezza delle prove e il prestigio della gara, l’aspetto competitivo passa quasi in secondo piano rispetto a quello conviviale. Questa è una festa dello sport, un ritrovo di persone di ogni lingua, età, ceto sociale, che condivide una passione. Una festa insomma, che anche quest’anno, dal 15 al 18 giugno, ha animato questo tranquillo angolo delle Alpi Austriache. «È una cosa straordinaria - prosegue Raffaetà - impossibile da descrivere. Quando arriva il momento di partire sei sì contento di rivedere la tua famiglia, ma ti viene il magone, piangi al ricordo di quello che lasci. È una magia, vedi le persone più diverse tra loro, dal ventenne al cinquantenne, tutte assieme, senza mai alcun battibecco, anzi. È una festa continua, una sorta di vacanza tra amici. E non c’è barriera che tenga, nemmeno le lingue diverse. Mi ricordo che al momento della partenza uno del nostro gruppo, che non spiccica alcuna parola in una lingua diversa dall’italiano, si era messo a parlare fittamente con un motociclista austriaco, che non parla italiano. Incuriositi ci siamo chiesti cosa si fossero detti e, soprattutto, come. “Noi a gesti ci si capisce”, ci ha detto quando abbiamo chiesto spiegazioni».

Un clima che si respira anche nella piccola comunità locale, che si concentra in un paesino di poco più di 4mila anime, Eisenerz. Un paese tranquillo, di quelli dove non succede mai nulla, ma che vive questo evento con entusiasmo: «C’è un corteo che attraversa il paese al giovedì – spiega Frank – e tutta la comunità assiste alla parata. Lungo il percorso c’è anche una casa di cura per anziani, e vedi tutti gli ospiti alla finestra per non perdersi lo spettacolo».

Uno spettacolo cui ha preso parte, nel corso degli ultimi due anni, questo gruppo “porrettano-lucchese” composto da una decina di persone, appartenenti a tre motoclub diversi: Stabbiano, Val di Roggio e l’Atf del presidente (e partecipante alla sfida) Giampiero Fiocchi. Oltre agli stessi Raffaetà e Fiocchi hanno provato a sfidare l’Erzberg Riccardo (Krukko) Guerri, Domenico (Moski) Pieroni, David Bertoncini, Stefano Mucci, Lorenzo Mucci e Nicolò Mattarozzi, cui si aggiungono i nomi di Gabriele Calabrò e Mauro Biagioni che avevano partecipato all’edizione del 2016.

Per la cronaca quest’anno il gruppo è riuscito a ripetere l’exploit dell’anno scorso, quando piazzò ben tre enduristi nella finale dei 500. E altri tre, diversi da quelli del 2016, erano quelli che hanno affrontato il Red Bull Hare Scramble quest’anno. Lo stesso Raffaetà, Mattarozzi e Pieroni. Con una premiazione nella premiazione, con il “podio privato” per chi aveva ottenuto le migliori prestazioni all’interno del gruppo (alla fine Raffaetà e Matarozzi sono riusciti a fare 8 check point, mentre Pieroni si è dovuto arrendere al quarto)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.



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