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L’amarezza di Pascucci: «Non c’è stata chiarezza»  

L’amarezza di Pascucci: «Non c’è stata chiarezza»  

L’allenatore che ha salvato il GhiviBorgo ha appreso dell’arrivo del nuovo tecnico dal sito del club

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LUCCA. Amareggiato e deluso. Carlo Pascucci, l’allenatore protagonista della salvezza del GhiviBorgo nello spareggio di Montemurlo, si è preso qualche giorno di riflessione prima di esprimere il proprio pensiero circa la mancata conferma in panchina: «Ho conosciuto due aspetti della società. Nei primi 50 giorni ho avuto un bellissimo rapporto con il presidente. Loro sono stati onesti e seri con me e io, credo, di aver fatto bene riuscendo a risollevare una situazione davvero difficile e delicata a un mese dalla fine della stagione regolare. Poi è accaduto qualcosa che stento a credere e che mi ha fatto male. Io sono una persona leale e sincera e avrei voluto che gli altri lo fossero stati con me. Dopo l’ultima cena della stagione mi sono congedato dal patron convinto, specie dopo un’intervista rilasciata sulla stampa, che avrei potuto essere confermato. Ho continuato a parlare al telefono con il patron che ha espresso apprezzamenti e mi ha esortato ad inviare una mail con il programma per la stagione successiva con tanto di lista di giocatori da confermare. Cosa che ho fatto puntualmente. Nel frattempo avevo ricevuto la chiamata di due società dell’hinterland romano (Monterotondo in Eccellenza e Albalonga in D) e con la seconda, dove ho pure chiuso la carriera di calciatore, che voleva stringere in tempi rapidi. Io ho dato la priorità alla decisione del GhiviBorgo e quattro giorni dopo l’Albalonga ha scelto mister Mariotti ex Nuorese». Pascucci, 51 anni, conosce il calcio in tutte le sue sfaccettature, ma è rimasto il ragazzo semplice e genuino di quando giocava: «Ciò che mi ha ferito e mortificato è apprendere dal sito del club che la società aveva preso un altro allenatore. Il patron mi aveva chiamato il mattino precedente dicendomi che mi avrebbe ricontattato la sera. Avrei preferito che fosse stato lui a dirmelo e invece non l’ho più sentito. Sono rimasto profondamente deluso, quasi tradito. Se c’erano problemi tecnici o economici, visto il bel rapporto che si era instaurato, bastava parlare chiaramente e tutto si sarebbe risolto con una stretta di mano e un augurio per la stagione successiva. Mi hanno fatto piacere invece le tante telefonate ricevute dai ragazzi che, evidentemente, hanno apprezzato le mie qualità tecniche e umane. Probabilmente i valori che hanno sempre animato il mio percorso umano e professionale non fanno parte di un certo modo di interpretare il calcio del club della Valle a cui auguro, comunque, le migliori fortune».

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