Il Tirreno

Lucca

Quartaroli, l’idolo di Porcari  che non aveva rivali in salita  

di Valter Nieri
Quartaroli, l’idolo di Porcari  che non aveva rivali in salita  

Da dilettante staccava tutti battendo talenti come Della Santa, Tafi e Sorensen L’incidente in auto con Cipollini al volante gli provocò la fine della carriera  

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LUCCA. La passione ciclistica è radicata in Lucchesia da tempi remoti e sono diversi i dilettanti che si sono distinti nel tempo e che hanno rappresentato l'orgoglio di diversi paesi. Negli anni Ottanta Michele Quartaroli a Porcari muoveva l'interesse di fronde di tifosi che sognavano di aver trovato un futuro campione dotato di talento e di grande carica agonistica. Aveva un fisico gracile e minuto, ma una grinta ed una leggerezza che lo portava a scalare le salite senza eccessivi sforzi ed a competere con i più forti scalatori come Stefano Della Santa e i passisti come Andrea Tafi. La passione per il ciclismo a Michele la trasmise suo padre Roberto e nel 1975 gli comprò una bicicletta da Michele Fanini facendolo correre nelle categorie giovanissimi con il G.S.Porcari. Era guidato dal ds Angelo Luporini soprannominato "Giacche".Un ragazzino di 9 anni che iniziò subito a vincere anche se con poca frequenza rispetto ai coetanei perché non era dotato di uno spunto veloce nei tracciati brevi. Rimase a Porcari anche da Esordiente vincendo una corsa, sia da Allievo quando emersero all'età di 16 anni (1982) le sue qualità di scalatore. A Marginone di Altopascio giunse da solo sul traguardo nella 2.a edizione del Trofeo Carlo Alberto Pellegrini dopo aver fatto il vuoto nella salita di Montecarlo: «Quella vittoria-dice Quartaroli-mi diede la sensazione che il ciclismo sarebbe stata la mia strada, il mio futuro».I vincitori del Trofeo Carlo Alberto Pellegrini di quegli anni divennero successivamente corridori professionisti: dopo Quartaroli si imposero infatti Maximilian Sciandri, Simone Biasci e Paolo Fornaciari.

L’ESPLOSIONE DA JUNIORES. Il Gs Porcari aveva fra gli sponsor Ivano Fanini che a sua volta disponeva della squadra Fanini Berti Arredamenti.A Torre del Lago, una corsa straordinaria per intensità agonistica, mise di fronte le due formazioni che dominarono la gara entusiasmando gli appassionati di ciclismo della Versilia e della Lucchesia presenti sul tracciato. Quartaroli andò in fuga con il danese Rolf Sorensen, un fuoriclasse lanciato da Ivano Fanini e vincitore di grandi sfide. Quell'anno riuscì ad imporsi anche nel campionato del Mondo a squadre. Ma quel giorno anche l'atleta danese dovette arrendersi a Quartaroli che lo infilò con una superba volata a due. Le vittorie dell'atleta porcarese proseguirono vincendo proprio a Porcari una corsa dopo aver fatto selezione nella salita di S. Martino in Colle ed essere rimasto solo con Stefano Della Santa poi battuto in volata. S’ impose anche nel campionato provinciale ed il grande punteggio acquisito gli consentì di occupare le prime posizioni di rendimento in Toscana. Campione in bici, schiappa a scuola dove ottenne a fatica la licenza media all'Istituto Cavanis.

IL PASSAGGIO AL BOTTEGONE

Nel 1985 salì ancora di categoria passando dilettante al Bottegone Selle Berneschi di Pistoia. Ad ogni sua vittoria, che ancora si ripetevano nonostante le maggiori difficoltà, i tifosi porcaresi impazzivano di gioia. «Il primo anno da Dilettante lo ricordo per aver vinto a Massarella nel Comune di Fucecchio. Fui convocato per la Toscana ai campionati nazionali di Fossano dove giunsi al terzo posto assoluto salendo sul podio.La gara fu vinta dal veneto di Negrar , Tiberio Savoia. Correvo e sognavo di ripercorre le carriere di Moser e Saronni. Non ero tagliato per le classiche, ma in salita non mi sentivo secondo a nessuno».Nel 1986 la sua stagione migliore. Fece il bis a Massarella e poi altre tre vittorie, due delle quali i a Rieti e a Malva di Arezzo.

LA FINE DEL SOGNO. Michele Quartaroli era amico di Mario Cipollini, conosciuto quando compagni di squadra al G.S.Porcari Fanini. Due corridori dalle caratteristiche completamente diverse: uno scalatore, l'altro ottimo velocista prima ancora di divenire "Re Leone"il più grande sprinter del mondo di tutti i tempi. Un crudele destino però il 21 giugno del 1988 segnò la fine della carriera dell'atleta porcarese. Era in auto a fianco di Mario che guidava una Mercedes bianca E station wagon. Nel vialone di Bientina, vicino al Ristorante Vettori, Cipollini fece un sorpasso azzardato su un camion scontrandosi frontalmente con un altro automezzo.«Fu un incidente dagli eventi traumatici- descrive Quartaroli- l'urto del mio ginocchio sinistro flesso contro il cruscotto mi procurò la frattura della rotula e Mario rimediò diverse contusioni anche se meno gravi delle mie. Un destino veramente crudele segnò la mia carriera. Sappiamo che il ciclismo è uno sport con un certo grado di pericolosità perché le cadute sono sempre in agguato, in particolare quando si affrontano le discese. Ma mai avrei pensato di dover chiudere precocemente una carriera per un incidente automobilistico. Anche dopo l'operazione e tutte le terapie necessarie non ritrovai più al ginocchio un buon livello articolare e funzionale. Tornai alle gare dopo molto tempo con il ginocchio fasciato ed ottenni anche un secondo posto miracoloso a Massa. Ma soffrì tantissimo perchè non avevo più l'elasticità di prima. L'anno successivo sarei dovuto passare professionista con il Team Amore & Vita Fanini e Mario Cipollini con la Del Tongo. A distanza di dieci anni dall'incidente fui risarcito dei danni causati dall'assicurazione, ma la mia eventuale carriera professionistica nessuno mai ha potuto restituirmela. Comunque il destino che a volte riserva sorprese anche peggiori. Ma non ho rimpianti pensando al passato». Nel 95 Michele Quartaroli convolò a nozze con Giuseppina Iammella che gli ha dato 2 figlie: Jennj che oggi ha 21 anni e Elena di 17. In quell'anno prese in gestione assieme a suo fratello Alberto il Manginificio Zootecnico gestito prima di loro da suo padre e da suo nonno ed ha sede a Porcari. Oggi Michele vive con sua figlia Jennj in un suo appartamento a Porcari .Una vita tranquilla che scorre senza più occuparsi di ciclismo. È solito frequentare la gelateria Pineta gestita da Riccardo Fabbri, uno dei suoi tanti tifosi di quando correva e ricordare gli anni d'oro di un ciclismo che anche a Porcari ha lasciato tanta nostalgia.



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