Il dolore
«Non basta l’evento per far tornare i tifosi»
LUCCA. Lui è Massimo Morgia, classe 1951, calciatore prima e tecnico poi. Ma soprattutto uomo di principi e di valori. Uno che non ha mai venduto l’Idea all’Interesse e che, schiena dritta, ha...
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LUCCA. Lui è Massimo Morgia, classe 1951, calciatore prima e tecnico poi. Ma soprattutto uomo di principi e di valori. Uno che non ha mai venduto l’Idea all’Interesse e che, schiena dritta, ha combattuto per un calcio sano e di valori contro un pallone malato e comandato dalle tv e dal business. Domenica sera era al Porta Elisa perché il suo cuore batte per sempre per la Lucchese, l’unica vera squadra della sua vita. «Era da una vita che non vedevo tante presenze, tanto entusiasmo, tanta passione dietro alla squadra della mia città. Ma ai miei tempi, una vita fa (ha giocato negli anni Settanta,n dr) tutte le domeniche era cosí. E su tutti i campi della serie C». Un dato veritiero e incontrovertibile: domenica sera al Porta Elisa c’erano 6400 spettatori (record stagionale e degli ultimi 10 anni), nell’ultimo precedente con il Parma a Lucca (19 marzo 1978, la settimana successiva a Ferrara) gli spettatori erano quasi 11mila con 9278 paganti. «Adesso - prosegue Morgia - serve il grande evento per ritrovare la passione...Ma la colpa non è certa della gente, ma degli addetti ai lavori. Che in ogni settore, dai padroni del vapore sino a chi vive di calcio, ha fatto ben poco per conservare il bene primario: le persone che vengono a guardare calcio, che applaudono, che si emozionano e che amano questo sport». Per Morgia serve una rapida inversione di tendenza prima che sia troppo tardi: «A Lucca non dobbiamo rendere vana questa opportunità. I seimila devono esserci ogni domenica non soltanto quando conta. Riappropriamoci del calcio popolare almeno in serie C, categoria lontana dallo show business. Al diavolo le pay tv, le partite in streaming. Torniamo a vedere la squadra della città nell’unico luogo deputato: lo stadio. Facciamolo tutti insieme. Altrimenti il calcio muore». (l.t.)
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