Sicurezza
L’AMMINISTRATORE UNICO INCITA LA SQUADRA IN CURVA OVEST
Bini in mezzo al tifo più caldo: «Avevo sognato il 2-1 per noi»
di Alessandro Bientinesi
LUCCA. «Bini noi restiamo al nostro posto. E per la serie B ci riproviamo l’anno prossimo». Ha seguito tutta la partita in curva ovest. Quella del tifo più caldo delle Lucchese. Per scaramanzia,...
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LUCCA. «Bini noi restiamo al nostro posto. E per la serie B ci riproviamo l’anno prossimo». Ha seguito tutta la partita in curva ovest. Quella del tifo più caldo delle Lucchese. Per scaramanzia, certo, ma per dare un segnale. La dirigenza del nuovo corso della Lucchese è vicina a tutti gli sportivi. A partire da quelli della curva più giovane e calda. Carlo Bini, amministratore unico della società, si confonde in mezzo agli ultras. Maglia rossonera numero 9, sciarpa della Lucchese legata ai jeans. «L’altra volta ha portato bene, abbiamo segnato due reti mentre ero in curva» dice prima del calcio d’inizio.
Bini ci crede. «Non lo so come finirà, ho sognato che andavamo sotto 1-0 dopo pochi minuti per poi ribaltare la partita, 2-1 e vittoria ai rigori». L’inizio sembra avverare la sua “profezia”. Prima, però, Bini si gode la splendida cornice di pubblico del Porta Elisa. Viene avvolto come tutti dai fumogeni rosso e neri che per alcuni minuti creano una barriera tra gli spalti e il campo. Poi Bini, carnagione scura, capelli e barba “scaramantica”, da non tagliare fino alla fine dei playoff, in stile uomo di mare inizia a seguire la gara. Il Parma passa avanti, è una doccia gelata. Ma il suo tifo e quello di tutta la curva non cessa un attimo. Arriva la punizione del pareggio nel corso del primo tempo. «Questo cambia tutta la partita, il Parma è rimasto piuttosto basso ad aspettarci, vediamo che succede». La sua profezia alla fine dei primi 45’ tiene. Un salto in tribuna, tante strette di mano e qualche commento sulla prima parte di gara. «Siamo andati bene, anche se l’arbitraggio non è propriamente in nostro favore, anzi. Sul primo gol c’era un fallo iniziale su Fanucchi». Dice Bini, che decide di tornare in curva ovest.
«Vedi quel giocatore - dice indicando un “suo” uomo -. Potrebbe essere uno squalo se volesse, invece ogni tanto fa più il pesce rosso». Una battuta, per allentare un po’ una tensione. Poi la batosta del 2-1 per il Parma che chiude virtualmente i conti per il passaggio del turno. E nel finale di nuovo le proteste per il rigore non concesso sempre su Fanucchi. «Potevamo aspettarcelo un arbitraggio così, ma con questo gruppo ci possiamo riprovare il prossimo anno».
Bini ci crede. «Non lo so come finirà, ho sognato che andavamo sotto 1-0 dopo pochi minuti per poi ribaltare la partita, 2-1 e vittoria ai rigori». L’inizio sembra avverare la sua “profezia”. Prima, però, Bini si gode la splendida cornice di pubblico del Porta Elisa. Viene avvolto come tutti dai fumogeni rosso e neri che per alcuni minuti creano una barriera tra gli spalti e il campo. Poi Bini, carnagione scura, capelli e barba “scaramantica”, da non tagliare fino alla fine dei playoff, in stile uomo di mare inizia a seguire la gara. Il Parma passa avanti, è una doccia gelata. Ma il suo tifo e quello di tutta la curva non cessa un attimo. Arriva la punizione del pareggio nel corso del primo tempo. «Questo cambia tutta la partita, il Parma è rimasto piuttosto basso ad aspettarci, vediamo che succede». La sua profezia alla fine dei primi 45’ tiene. Un salto in tribuna, tante strette di mano e qualche commento sulla prima parte di gara. «Siamo andati bene, anche se l’arbitraggio non è propriamente in nostro favore, anzi. Sul primo gol c’era un fallo iniziale su Fanucchi». Dice Bini, che decide di tornare in curva ovest.
«Vedi quel giocatore - dice indicando un “suo” uomo -. Potrebbe essere uno squalo se volesse, invece ogni tanto fa più il pesce rosso». Una battuta, per allentare un po’ una tensione. Poi la batosta del 2-1 per il Parma che chiude virtualmente i conti per il passaggio del turno. E nel finale di nuovo le proteste per il rigore non concesso sempre su Fanucchi. «Potevamo aspettarcelo un arbitraggio così, ma con questo gruppo ci possiamo riprovare il prossimo anno».
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