Il dolore
Da Milano e dall’Irlanda per i rossoneri
E c’è anche un supporters del Parma che condivide gli ideali di Lucca United
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. C’è chi si farà oltre 300 chilometri ed arriverà da Milano per sostenere la Pantera e tenere vivo il sogno della serie B. Chi è tifoso del Parma, ma condivide con i supporters di Lucca United gli stessi ideali e lo stesso modo di vivere il calcio e la fede per la propria squadra. C’è chi tifa Lucchese anche dall’Irlanda del Nord, dalla lontana isola di smeraldo. Un tifo che al rosso e nero, i colori della gloriosa Lucchese Libertas 1905, ha aggiunto il rosa: tantissime donne, di ogni età, erano a Parma a tifare Lucca. Rivali nel tifo fino al novantesimo, uniti nella passione e nella filosofia: quella di un football dalle parte dei tifosi, giocato col cuore e i sentimenti, il calcio autentico e popolare delle bandiere e delle città, lontano dal business, dalle pay tv e dai giochi di palazzo. È la storia di David Ghidini, parmense e tifoso della squadra crociata che domani, forte della vittoria per 2-1 del Tardini, proverà a strappare a Lucca il sogno della promozione. David ha conosciuto ai Caraibi i ragazzi di Lucca United, si sono scambiati le sciarpe e la promessa di vivere un giorno da Pantera. «Mi sono appassionato alla Lucchese e alla bellissima storia di Lucca United, anche se sono tifoso del Parma – racconta in un video sul sito di Lucca United – Due squadre, Parma e Lucchese, accomunate dall’avere vissuto il dramma sportivo del fallimento del club, ma ripartito da imprenditori locali che partecipano alla rinascita delle squadre. Ma i Barilla lo fanno a titolo personale, Guido Barilla e non col nome dell’azienda, con sette imprenditori come il modello tedesco dove il proprietario non può detenere più del 51 per cento» . Sabato con l’Albinoleffe era a vedere la partita. Mercoledì divisi, «ma alla fine ci siamo ritrovati in nome della rispettiva passione per le nostre squadre: ognuno con la propria fede e il proprio tifo, ma uniti dallo stesso modo di concepire e vivere il calcio e cambiare un sistema che pensa di fare a meno dei tifosi – dice Ghidini – si può rinascere bene e Lucca è stata precursore dell’azionariato popolare». Al Porta Elisa ci sarà il gruppo dei tifosi lucchesi di Milano, la «Pantera Milano» tra cui Roberto Helsingor e Paolo Dall’Osta. C’è chi tifa per la Pantera rossonera da Belfast. Si tratta di Gavin Campbell, la cui famiglia ha origini lucchesi di Valdottavo. La Lucchese è anche una questione di famiglia. Al Tardini di Parma si sono visti anche papà, mamma e figli, tutti insieme a cantare a sguarciagola. Perché come recita una canzone degli ultras. «È una malattia che non va più via...». È stato bello rivedere anche la presenza del gentil sesso. Tante ragazze, anche con la maglia della squadra e le sciarpe rossonere, che hanno sofferto nella notte del Tardini che comunque resterà nella storia. Allo stadio è apparso lo striscione «Combattete per noi» appeso dal gruppo “La Mia Squadra La Mia Città” per caricare Nolé e soci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
