Il dolore
Gialloblù ribaltati da Volpi e Vescovi
di Luca Tronchetti
L’ex difensore: «Conservo a casa il pallone della partita» Il centrocampista: «La mia punizione finì dritta nel sette»
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LUCCA. «Il pallone di quella partita ce l’ho io a casa. Accanto a quello con la firma autografa di Pelé ricevuto dopo un’amichevole di dodici anni prima quando giocavo in A con il Mantova. Quello realizzato al Parma è stato il mio ultimo gol in carriera, l’unico con la maglia della Lucchese». A parlare è Carlo Volpi, classe 1941, genovese doc, che il 30 maggio 1976 concluse la sua attività agonistica che lo aveva portato ad indossare anche le maglie di Sampdoria, Juventus e Brescia giocando oltre 80 partite in serie A. Il suo gol a 6 minuti dal termine e subito dopo quello di Luciano Vescovi al 42 della ripresa ribaltarono il risultato e permisero ai rossoneri di battere i crociati emiliani. Quel 2-1 ottenuto 41 anni fa ad oggi è l’ultimo successo della Lucchese al Porta Elisa contro i ducali. «Ricordo bene quella partita. Avevo 35 anni e quella stagione giocavo da libero. Nel corso della mia carriera ho ricoperto tutti i ruoli: terzino, mediano, ala di raccordo, “falso nueve” e addirittura portiere proprio contro la Lucchese quando militavo in B nella Reggiana. Mi fece gol Nano Bassetto, che tirava gli ultimi calci con i rossoneri ed era il mio idolo giovanile ai tempi della Sampdoria». Quel 30 maggio 1976 nel girone B della serie C i giochi erano fatti. Il Rimini aveva vinto il campionato e il Parma era secondo con la Lucchese quinta. «Avevo già firmato per l’anno successivo con i ducali. Ci avevo giocato per tre anni e sarei diventato il direttore sportivo della società all’epoca gestita dall’Unione degli Industriali della provincia. Con un dirigente-factotum amico di vecchia data facemmo una scommessa: una lauta cena se avessi segnato un gol. Ma mister Tito Corsi, che la stagione successiva mi seguì da Lucca a Parma, mi aveva relegato in panchina. Difficile far gol da quella posizione». Alle 15 il fischio d’inizio con gli ospiti che a sei minuti dalla fine del primo tempo vanno in vantaggio con l’esterno destro Colonnelli. «Dopo un quarto d’ora della ripresa Corsi mi dice di scaldarmi. Entro al posto di Boscolo e nel finale torno al mio vecchio ruolo: centravanti di manovra. Il gol non lo dimentico. Cross dalla destra in area di Bongiorni, io che stacco di testa e infilo sotto la traversa alle spalle di Benevelli per poi correre davanti alla panchina del Parma ed esultare in faccia al dirigente con cui avevo scommesso. Morale? Lui mi pagò una cena al ristorante, ma poi mi decurtò l’importo dallo stipendio di diesse». A segnare la rete della vittoria fu Luciano Vescovi, classe 1952, emiliano di Reggio che oggi vive a Frosinone, una delle ultime formazioni in cui ha giocato ed allenato: «Segnai a 270 secondi dal termine su punizione dal limite. Misi la sfera all’incrocio dei pali alla sinistra di Benevelli, mio amico e vicino di casa dei miei genitori e che, scherzosamente, presi pesantemente in giro negli spogliatoi. Un gol bellissimo che infiammò il Porta Elisa con i tifosi che iniziarono a scandire il mio nome». Vescovi ha seguito in streaming, grazie al figlio, la partita Parma-Lucchese: «Ho un ricordo struggente di Lucca e spero con tutto il cuore che i ragazzi di Lopez riescano a centrare l’impresa di eliminare i ducali, tra l’altro storici avversari della Reggiana. Da quanto ho visto nel match d’andata i rossoneri non hanno demeritato e con un po’ più di attenzione sarebbero usciti dal Tardini almeno con un punto. Mi ha fatto piacere la presenza di tanti tifosi sugli spalti. Segno che dopo anni di difficoltà è sbocciato di nuovo l’amore tra la Lucchese e la sua gente».
I precedenti. Non sono dei migliori visto che il Parma è tra le poche squadre che nella storia ha espugnato più volte sia il Campaccio che il Porta Elisa. Il computo complessivo parla di 5 vittorie dei gialloblu, 4 pareggi e soltanto 3 sconfitte. La Lucchese è avvertita: servirà la partita della vita.
I precedenti. Non sono dei migliori visto che il Parma è tra le poche squadre che nella storia ha espugnato più volte sia il Campaccio che il Porta Elisa. Il computo complessivo parla di 5 vittorie dei gialloblu, 4 pareggi e soltanto 3 sconfitte. La Lucchese è avvertita: servirà la partita della vita.
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