Il Tirreno

Lucca

Il pilota “bionico” corona un sogno: oggi correrà sul circuito di Le Mans

di Alessandro Bientinesi
Emiliano Malagoli (nella moto al centro) sul circuito di Le Mans
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Emiliano Malagoli (nella moto al centro) sul circuito di Le Mans

Il lucchese Emiliano Malagoli nel 2011 ha perso una gamba in un grave incidente con la moto. «Un anno dopo ho fondato una onlus per permettere a tutti di tornare in sella, ora la Moto Gp»

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LUCCA. Il circuito è leggendario. Le Mans, in Francia. Gli occhi che avranno puntati addosso sono quelli del mondo interno. Anche se lì, a bordo pista, a guardare loro, piloti di carne, ossa e passione ci saranno anche Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Marc Marquez e Maverick Viñales. Un sogno che diventa realtà, quello di gareggiare nello stesso fine settimana dei campionissimi della Moto Gp, che il lucchese Emiliano Malagoli realizzerà proprio oggi. Un percorso lungo, iniziato nel luglio di sei anni fa, quando l’imprenditore, oggi 42enne, rimase vittima di un gravissimo incidente di moto. Dopo aver perso la gamba destra e aver subito una serie di operazioni alla sinistra, Malagoli non si è perso d’animo. È tornato alla vita e ci è tornato più forte di prima.

Grazie ad una protesi speciale, fornita dall’ortopedia Michelotti di Lucca, riesce presto a tornare in sella. Malagoli, però, fa di più: nel 2012 conosce la compagna Chiara Valentini con la quale fonda nel 2013 l’associazione Diversamente disabili. Lo scopo? Avvicinare al mondo delle due ruote tutti i ragazzi disabili che per difficoltà economiche, burocratiche, logistiche e psicologiche non hanno avuto la possibilità di farlo. E presto inizia a cullare il sogno di “sbarcare” in Moto Gp.

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«L’emozione è grande, come si può immaginare, e tutto il circuito ha dato grande importanza e rilievo a questa iniziativa – spiega Emiliano Malagoli direttamente da Le Mans –. Qui in Francia ci sarà anche la diretta televisiva dell’evento che si terrà dopo le prove della Moto Gp. Un risultato incredibile ma che per me, come sempre, è solo un punto di partenza». Malagoli, infatti, non è un tipo da fermarsi troppo facilmente una volta tagliando un traguardo. Guarda sempre a quello successivo. «Con l’International Bridgestone Handy race, questa gara che si terrà oggi (e la quale Malagoli ha ottenuto il qunto tempo assoluto nelle qualifiche sotto un vero nubifragio ndr) abbiamo permesso ai piloti disabili di tutto il mondo di confrontarsi in una gara su una pista leggendaria – spiega Malagoli –. La nascita dell’evento si deve alla mia onlus, e Stephane Paulus, francese e fondatore della Handy Free Riders. Il prossimo obiettivo, se tutto andrà bene questo weekend, sarà quello di organizzare, dal prossimo anno, un campionato europeo. C’è una grande mole di lavoro da fare, a partire dall’allestimento di un paddock accessibile ai disabili ma non solo. Ma come si può intuire le sfide non ci spaventano».

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Oggi in gara ci saranno ben 32 motociclisti che hanno subito gravi incidenti e menomazioni fisiche e disabilità. Di questi, provenienti da tutto il mondo, dieci saranno quelli italiani: Daniele Barbero, Fabio Bitocchi, Omar Bortolacelli, Corrado Cristiano Caruso, Maurizio Castelli, Luca Guerzoni, Alex Innocenti, Enrico Mariani e Giorgio Quintana. Oltre, ovviamente, al nostro Emialiano Malagoli. «Non avrei mai immaginato di poter arrivare qui prima dell’incidente, arrivarci adesso da disabile è un sogno – dice il motociclista lucchese –. La dimostrazione che con il sacrificio e il lavoro si può arrivare ovunque. Con un ringraziamento speciale, tra i tanti, che va a Lucio Cecchinello».

Il 1 giugno a Lucca, presso l’Ortopedia Michelotti, Malagoli racconterà la sua avventura, a Le Mans ma più in generale della sua associazione e del suo percorso. «Tutto si lega al progetto “Noi ambasciatori”, una serie di testimonial legati ad Ottobock, che ci permette di incontrare ragazzi con disabilità e non solo e di far capire che una seconda vita, a volte migliore della prima, non solo è possibile, ma è raggiungibile con voglia e determinazione – conclude Malagoli –. Sono contento che questo appuntamento, il primo di una sorta di tour in tutta Italia, parità proprio dalla mia città e dalla mia ortopedia, sarà un piacere rivivere una parte importante della mia vita».

 

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