Italia
Capuano, l’atleta di Cristo in cerca di una rivincita
di Nicola Nucci
Il difensore rossonero perse uno spareggio per la serie B contro l’Albinoleffe «Un brutto ricordo di quando ero a Pisa, ora grazie alla fede sono più sereno»
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LUCCA. Una rivincita nelle scarpette. Ciro Capuano ha la sua maledizione playoff da sfatare e vuole farlo con la maglia della Lucchese. Nel 2003 i colori erano quelli del Pisa, dei rivali storici, che nella finale allo stadio Azzurri d’Italia di Bergamo naufragarono contro l’Albinoleffe che a sorpresa ribaltò risultato e pronostico conquistando la B in uno stadio tutto nerazzurro.
«Personalmente è un brutto ricordo, ero all’inizio della mia carriera nel Pisa, ma due anni dopo approdai in serie A nel Bologna». E domenica prossima al Porta Elisa, nella gara di andata, il veterano difensore napoletano ritrova l’Albinoleffe sulla strada dei playoff. «È normale covare una rivincita sportiva, mi piacerebbe continuare questo sogno con la Lucchese, andare più avanti possibile. A Lucca mi sono trovato molto bene». Due gare da 180 minuti e due sorprese della prima fase degli spareggi per la serie B.
«Siamo tra le outsider, forse insieme alla Casertana, di questo primo turno. Vincendo ad Arezzo, con una grande prova di carattere, abbiamo acceso una scintilla, dimostrando che questa squadra è capace di qualsiasi impresa. Dobbiamo però restare con i piedi per terra – dice l’ex terzino sinistro, ora centrale difensivo autore di un ottima stagione – anche se è ora che siamo dentro vogliamo giocarci tutte le possibilità».
Capuano, 35 anni, ha un bagaglio di esperienza come pochi in Lega Pro, con nove campionati di A. Quasi 350 presenze da professionista tra Pisa, Bologna, Palermo, Catania ed Akragas. L’esperienza giusta per dare consigli alla squadra. «Sarà una partita lunga, perché si gioca in 180 minuti e dobbiamo affrontarla con molta calma e serenità, sapendo che poi torniamo in campo tre giorni dopo. Quindi dovremo essere bravi a gestire le energie fisiche ma anche nervose. Non dobbiamo farci prendere dalla frenesia e da un eccessivo entusiasmo».
Quella serenità che gli trasmette la sua fede in Gesù. Capuano è un atleta di Cristo. La sua “illuminazione” sulla strada di Damasco, in questo caso di Catania, grazie all’ex juventino ed azzurro Nicola Legrottaglie nel 2011.
«Se farò un fioretto per passare il turno? No, mi basta pregare, Gesù mi dà sempre la giusta tranquillità e forza mentale».
Una doppia sfida dove la Lucchese farà valere esperienza e compattezza del gruppo, l’Albinoleffe freschezza atletica e qualche giovane talento. «Sono una squadra ben organizzata che ha eliminato un avversario forte come il Padova. Ma queste gare sono come delle finali prima della finalissima: chi sta meglio e sbaglia meno va avanti. Il pubblico rossonero ci darà la spinta giusta come ha fatto ad Arezzo. Anche se poi in campo tocca a noi».
La Lucchese, ovviamente, dovrà provare a vincere questa prima sfida con l’Albinoleffe. I rossoneri, infatti, come sottolineato ieri dal direttore sportivo Antonio Obbedio hanno l’obbligo di vincere una delle due sfide, che non prevedono supplementari o calci di rigore, per il punto di differenza (a favore degli avversari) conquistato nella regular season. Impresa difficile ma non impossibile.
«Personalmente è un brutto ricordo, ero all’inizio della mia carriera nel Pisa, ma due anni dopo approdai in serie A nel Bologna». E domenica prossima al Porta Elisa, nella gara di andata, il veterano difensore napoletano ritrova l’Albinoleffe sulla strada dei playoff. «È normale covare una rivincita sportiva, mi piacerebbe continuare questo sogno con la Lucchese, andare più avanti possibile. A Lucca mi sono trovato molto bene». Due gare da 180 minuti e due sorprese della prima fase degli spareggi per la serie B.
«Siamo tra le outsider, forse insieme alla Casertana, di questo primo turno. Vincendo ad Arezzo, con una grande prova di carattere, abbiamo acceso una scintilla, dimostrando che questa squadra è capace di qualsiasi impresa. Dobbiamo però restare con i piedi per terra – dice l’ex terzino sinistro, ora centrale difensivo autore di un ottima stagione – anche se è ora che siamo dentro vogliamo giocarci tutte le possibilità».
Capuano, 35 anni, ha un bagaglio di esperienza come pochi in Lega Pro, con nove campionati di A. Quasi 350 presenze da professionista tra Pisa, Bologna, Palermo, Catania ed Akragas. L’esperienza giusta per dare consigli alla squadra. «Sarà una partita lunga, perché si gioca in 180 minuti e dobbiamo affrontarla con molta calma e serenità, sapendo che poi torniamo in campo tre giorni dopo. Quindi dovremo essere bravi a gestire le energie fisiche ma anche nervose. Non dobbiamo farci prendere dalla frenesia e da un eccessivo entusiasmo».
Quella serenità che gli trasmette la sua fede in Gesù. Capuano è un atleta di Cristo. La sua “illuminazione” sulla strada di Damasco, in questo caso di Catania, grazie all’ex juventino ed azzurro Nicola Legrottaglie nel 2011.
«Se farò un fioretto per passare il turno? No, mi basta pregare, Gesù mi dà sempre la giusta tranquillità e forza mentale».
Una doppia sfida dove la Lucchese farà valere esperienza e compattezza del gruppo, l’Albinoleffe freschezza atletica e qualche giovane talento. «Sono una squadra ben organizzata che ha eliminato un avversario forte come il Padova. Ma queste gare sono come delle finali prima della finalissima: chi sta meglio e sbaglia meno va avanti. Il pubblico rossonero ci darà la spinta giusta come ha fatto ad Arezzo. Anche se poi in campo tocca a noi».
La Lucchese, ovviamente, dovrà provare a vincere questa prima sfida con l’Albinoleffe. I rossoneri, infatti, come sottolineato ieri dal direttore sportivo Antonio Obbedio hanno l’obbligo di vincere una delle due sfide, che non prevedono supplementari o calci di rigore, per il punto di differenza (a favore degli avversari) conquistato nella regular season. Impresa difficile ma non impossibile.
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