Il Tirreno

Lucca

Le giovani gemelle del tennis hanno sconfitto l’anoressia  

di Valter Nieri
Le giovani gemelle del tennis hanno sconfitto l’anoressia  

Valentina e Martina Capocchi con la forza di volontà sono uscite fuori dal tunnel e puntano a vincere i primi trofei. Sono simili in tutto: nello studio e nel lavoro

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LUCCA. Due gemelle che condividono tutto nella vita: sport, lavoro, hobbies. Questa è la storia di Valentina e Martina Capocchi, 24 anni, trapiantate a S.Giuseppe di Montecarlo dove risiedono fin da bambine. Storie parallele con Valentina che si sta facendo valere nel tennis: «Un’amica faceva l'istruttrice al Centro Sportivo Il Valico di Altopascio. Doveva organizzare incontri con bambini di età compresa fra i 4 e i 14 anni, ma prevalentemente i corsi venivano già allora eseguiti in funzione del tennis. Io avevo 12 anni ed appena presa la racchetta in mano, mi innamorai di questo sport con il maestro Daniele Tedeschi che m’insegnò la tecnica». All’inizio il suo sport era il nuoto. «Iniziai all'età di 6 anni al palazzetto dello Sport di Montecatini. Ma una volta che ebbi imparato a nuotare smisi per dedicarmi alla danza classica esibendomi al corpo libero ed al volteggio alla palestra Eta Beta di Rughi. Un'attività che mi piaceva, ma era molto dura e necessitava di tanto allenamento per potenziare la massa muscolare. Sul tappeto, specialmente nel corpo libero, le soddisfazioni erano tante, ci sentivamo leggere e davamo sfogo alla forza esplosiva nei balzi e nei salti. Ma la fatica diventava insopportabile. Il tennis per me è fonte di felicità». Sport e studio procedono per Valentina in maniera parallela. Frequenta l'università di Pisa ed è all'ultimo anno di Scienze motorie, fa l’istruttrice di tennis di primo livello FIT, insegna nuoto ai bambini alla Bodymind di Montecarlo e fa ripetizione agli studenti delle scuole medie inferiori. Giornate cariche di impegni dove il tempo scorre veloce, ma che non le pesa perchè lei ama sempre mettersi in gioco e non lasciare mai niente a metà. Soprattutto il tennis e le sue gare concentrate ora nel livello 4.1 dopo essere stata retrocessa dalla 3.a categoria. Ma non dispera, lotta per recuperare la categoria e salire ancora. Il 25 aprile a Montecatini è arrivata in finale in un torneo, battuta al terzo set da Giulia Rabuzzi. Purtroppo la sua emotività la penalizza e sono diverse le finali che ha perso.«In un torneo anni fa arrivai in finale contro mia sorella Martina, di una categoria superiore a me. Vinsi il torneo, ma Martina che è più brava di me non si impegnò a fondo». Le due gemelle hanno lottato in età adolescenziale per debellare definitivamente l'anoressia. Una malattia che si manifesta soprattutto in quella fascia di età con il ferrea rifiuto del cibo. Valentina praticava tennis con lo scopo di perdere calorie e non riusciva a finire la partita per mancanza di energie. Nonostante la preoccupazione dei genitori, lei aveva una scarsa consapevolezza della malattia.«Mia sorella ed io eravamo molto stressate per i vari impegni. La testa ci impose di rifiutare costantemente il cibo, perchè avevamo un'alterata percezione del nostro corpo. Dopo anni di cure nei centri specialistici siamo riuscite a guarire e l'attività agonistica in questo ci ha sempre aiutato. Lo sport insegna i valori fondamentali della vita: ad essere leali, a costruire qualcosa di solido con la fatica, con l'insistenza, con l'impegno». Ora la sua alimentazione è sana. Mangia molte verdure, la pizza una volta la settimana e si è abituata a chiudere il pasto con qualcosa di dolce. Basta non si tratti di qualcosa di troppo ipocalorico. Poi la scelta del pane non le manca: «Mio padre ha una panetteria a Firenze dove lavora anche mia madre. Pane e focaccia non mancano mai». Ma sacrificherebbe anche il suo dolce preferito per oltre un mese in cambio di un successo in un torneo. «Sarei disposta a qualsiasi rinuncia pur di vincere una finale. Intanto per caricare le pile, assieme a Martina e ad una amica, oggi vado al Foro Italico a gustarmi qualche incontro degli Internazionali d'Italia. La speranza è di assistere ad una fase eliminatoria che veda impegnato Rafa Nadal,il mio atleta preferito». E lo spazio per il tempo libero? «Suono al piano musica classica. Amo la discoteca e faccio la pr al Twiga e al Beach Club di Lido di Camaiore. Poi, assolto il mio lavoro, mi butto pure io in pista a ballare per scaricare lo stress di una vita intensa, ma che mi soddisfa. Nella mia mente i pensieri felici superano ogni negatività. Ci tengono a non lasciare nulla a metà: approfondisco quello che faccio, mi butto in mischia e non mi fermo fino a che non ho estratto il meglio di me».

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