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«Quello schema? Non dite che è stata fortuna...» 

 «Quello schema? Non dite che è stata fortuna...» 

Coach Diamanti esalta la serata delle biancorosse: «La partita è stata uno spot per il nostro sport»

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LUCCA. Niente tecnica niente tattica, questa volta è il momento delle emozioni per coach Mirco Diamanti. Alla fine di una partita incredibile, dopo le interviste per la Tv, i saluti e i selfie con il pubblico che ha invaso il parquet per festeggiare, i tanti minuti trascorsi non sono bastati a scaricare l’adrenalina accumulata in quei quaranta più cinque minuti. «Questa non è stata una partita, è stato uno spot per la pallacanestro femminile – esordisce l’allenatore biancorosso – una partita da fibrillazione cardiaca. Una gara all’insegna del grande equilibrio».
Insomma una partita giocata sui nervi più che sul fisico o sulla tattica, e in questo caso la testa ha premiato Gesam in quel secondo e 8 decimi che sono destinati a entrare nella storia del basket lucchese e nei racconti di chi c’era e – indipendentemente da come andranno a finire questi playoff – potrà raccontare di aver visto quell’impresa. «Ma quella non è stata fortuna», dice Diamanti per sottolineare come quello schema quasi impossibile sia frutto della forza di volontà delle sue ragazze.
Proviamo a strappare qualche commento tecnico, un giudizio su quella famosa panchina corta rispetto a Schio ma che, in questo caso, ha svolto un lavoro egregio, a partire dalla Ngo Ndjock, ma si limita a un «bene, bene».
E la partita? Punteggio basso, come in gara uno e come spesso cercato da Lucca – che ha nella difesa la sua vera forza – durante il campionato. Ma secondo l’allenatore questa sera c’è stata poca tattica sotto questo punto di vista, e i tanti errori che si sono visti ieri più che provocati dalle difese avversarie sono stati una “creazione autonoma” degli attacchi: «Siamo alla quarta terza partita, alla fine di una lunga stagione, e la stanchezza adesso si sente, da una parte e dall’altra. Di fronte c’erano due grandi squadre, che hanno lottato su ogni pallone senza risparmiarsi. Ma alla fine è stata premiata la nostra voglia di vincere, dopo che abbiamo ribaltato una situazione che ci dava per spacciati e che invece abbiamo risolto nel migliore dei modi».
Adesso il sogno sembra vicino, ma sulla partita di domani, in questo eterno duello tra Lucca e Schio, Mirco Diamanti non si esprime. Forse voglia di far festa, o più probabilmente una comprensibile scaramanzia, alla domanda: e allora, gara quattro, come la vede? Cosa ci dobbiamo aspettare? Il coach non risponde. Allarga le braccia a voler dire “vedremo” e dalla bocca esce solo un sorriso. Sì, perché adesso è il momento della festa, e domani sarà un altro giorno, ma anche un’altra partita, tutta da disegnare, tutta da vivere. E forse da ricordare, ma, proprio per scaramanzia, fermiamoci qui.
Luigi Spinosi

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