Il Tirreno

Lucca

A Venezia Gesam mette il turbo e vola in finale 

di Alessandro Petrini
A Venezia Gesam mette il turbo e vola in finale 

Per la terza volta Lucca lotta per lo scudetto. Ora aspetta la vincente tra Schio e Ragusa

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Un selfie di gruppo in mezzo al campo per aver conquistato la terza finale scudetto della propria storia, la seconda consecutiva. E ora la Gesam Gas può permettersi il lusso di riposare e di aspettare alla finestra la vincente della sfida tra Schio e Ragusa per capire chi dovrà sfidare nella sfida per il titolo italiano. Gara tre era forse la partita più attesa, quella della svolta, quella in cui Venezia avrebbe dovuto tirare fuori carattere e migliori percentuali dal campo per provare ad allungare la propria stagione e griffare questa serie di semifinale. Invece i quaranta minuti sono stati la copia di gara 1, con le venete annullate dall’intensità delle biancorosse e da un’evidente differenza di fisicità e di atletismo che ha letteralmente mandato fuori giri l’attacco di una Reyer apparsa in affanno e con il fiatone. Così anche la zona non ha sortito gli effetti voluti con le lucchesi che hanno fatto canestro prendendosi tiri non contrastati e ad alta percentuale. Lo specchio dei quaranta minuti sta tutto nell’avvio perché le biancorosse scendono in campo indemoniate e mentre Fontenette forza le conclusioni, dall’altra parte Harmon e Dotto segnano in contropiede mentre Pedersen fa il califfo a rimbalzo.
È 0-8 dopo 3 minuti, con Liberalotto che dopo il time out trova un libero di Carangelo a mettere in ritmo le sue ragazze. La Reyer progressivamente sale di tono, trova un paio di soluzioni in area con Ruzickova che però ha subito problemi di falli. La Gesam Gas ha una migliore qualità di gioco ma sui primi cambi perde iniziativa perché Battisodo da playmaker soffre oltremodo la pressione di Caterina Dotto e Lucca fatica a costruire gioco. Va meglio invece in fase realizzativa e quando Walker mette il canestro del sorpasso, la biancorossa risponde con una tripla di abilità, dopo aver rubato la palla di mano a Carangelo involata in contropiede. Intanto Ruzickova commette il terzo fallo e Venezia prova la zona per proteggerla e continuare a tenerla in campo nel momento migliore delle venete che arrivano addirittura sul 26-21. Diamanti però non tarda a rimettere Dotto in cabina di regia e la squadra ha subito benefici andando all’intervallo sotto di uno grazie a un tap-in vincente di Wojta sulla sirena.
Dopo la pausa inizia il monologo lucchese con un terzo quarto da applausi in cui le biancorosse sigillano il canestro per 6 minuti e mezzo e, soprattutto, segnano a ripetizione mettendo a nudo la fine delle energie fisiche e mentali delle padrone di casa. Si passa così dal 26-21 del secondo quarto al 26-38 con un piazzato di Crippa. Uno 0-17 che le lucchesi trasformano addirittura in 3-31 sulla terza sirena.
E quando Liberalotto prova ancora a fermare l’onda d’urto biancorossa, Lucca risponde con le triple di Dotto e Harmon che spezzano le gambe alle avversarie. Sul 29-52 l’ultimo quarto è pura accademia ma l’intensità non cambia. La differenza è che Venezia si rende conto di essere a una manciata di minuti dalla fine della propria stagione e gioca un po’ meglio visto che non ha più niente da perdere. Per la Gesam è un esercizio di stile, e dopo aver passato la soglia di non ritorno coach Diamanti getta nella mischia anche Miccoli per la passerella finale di Harmon. E ora non rimane che aspettare il nome dell’avversaria che potrebbe venir fuori lunedì sera in gara 4 a Ragusa, al massimo giovedì nell’eventuale bella a Schio.
A fine gara squadra in mezzo al campo per la foto di rito mentre Crippa racconta la propria emozione ai giornalisti: «È stata una battaglia e siamo felici per questa seconda finale consecutiva conquistata. È un traguardo meritato da tutti. Dalla società, dalla squadra, dai tifosi, dallo staff».

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