Sicurezza
Gesam Gas, serve un’altra gara perfetta
di Alessandro Petrini
Stasera alle 20,30 al Palatagliate le ragazze di Diamanti affrontano la Reyer Venezia nella seconda sfida della serie
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LUCCA. La Gesam Gas alla ricerca del secondo sigillo per portare la serie sul 2-0 e andare in laguna con due match point a disposizione e provare a chiudere la serie con qualche turno di anticipo. Del resto lo stesso coach Mirco Diamanti ha ribadito nel dopo gara che nella fase dei playoff è estremamente utile avere giorni di riposo e di lavoro in più a disposizione rispetto alle avversarie. Ma questa serie con Venezia – è bene dirlo – è tutt’altro che chiusa nonostante in gara uno si siano visti valori differenti.
Andando oltre le frasi fatte, nella post season ogni partita fa storia a sé e sono troppi gli esempi di serie malamente naufragate dopo aver dominato in gara uno. Per cui stasera – 20.30 al Palatagliate – andrà in scena una gara 2 tutta da seguire.
ANALISI Il piano partita studiato da coach Diamanti in gara 1 è stato messo in pratica alla lettera dalle sue giocatrici. Il primo dato evidente è che in una gara dal punteggio alto, sopra i 70 punti, Lucca quando gioca al Palatagliate è difficilmente battibile. Venezia quindi deve cercare di abbassare il punteggio, limitare il numero delle palle persone e controllare i rimbalzi. Rispetto a gara 1 è lecito aspettarsi molto di più da Micovic, impalpabile per gran parte dell’incontro, e decisiva con i suoi centimetri negli accoppiamenti con Wojta e Crippa. Possono fare molto di più anche Walker e Ruzickova sottocanestro, letteralmente fagocitate – soprattutto la ex biancorossa – da Pedersen e Ngo Ndjock. E’ chiaro poi che recuperare Fontenette, assente per una distorsione che lunedì sera la faceva addirittura zoppicare, rischia di essere imprescindibile per coach Liberalotto. Anche perché senza di lei manca la principale costruttrice di gioco della Reyer e l’impressione è che Melchiori sia strutturalmente un po’ troppo leggera per reggere l’onda d’urto biancorossa.
Caterina Dotto – tra le più positive in casa Reyer – parte invece dalla panchina perché allo stato attuale è l’unica in grado di cambiare inerzia all’incontro.
ZONA Se l’obiettivo è provare ad abbassare il punteggio è lecito aspettarsi una difesa a zona, vista anche la poca propensione al tiro da tre delle lucchesi. Una mossa riuscita a metà in gara perché la match-up messa in campo nel terzo quarto ha messo qualche granello di sabbia nei meccanismi biancorossi ma sono mancati i canestri in attacco. In questo modo Lucca ha avuto il tempo per adeguarsi alla novità, di alzare la pressione e di non far schierare la difesa. Probabilmente sarà questo uno dei particolari sul quale hanno lavorato di più i due allenatori nelle ultime ore.
COSA VA Praticamente tutto. La Gesam Gas a tratti è stata perfetta. Ha difeso, ha pressato e soprattutto ha cambiato sistematicamente sulle esterne – marchio di fabbrica di coach Diamanti – azzerando tutti i rischi di mismatch grazie alla duttilità delle giocatrici e ad accorgimenti tattici eseguiti alla perfezione.
COSA NON VA Da perfezionare l’attacco alla zona – come già detto – e soprattutto aumentare l’affidabilità della panchina. Ngo Ndjock ha fatto un lavoro di grande qualità. Battisodo e Tognalini invece hanno avuto bisogno di più tempo per ingranare e il secondo quarto della play pesarese è stato un po’ in apnea contro Caterina Dotto.
SCHIO-RAGUSA Tutto secondo copione nell’altra semifinale, con Schio che ha largheggiato contro una Ragusa realmente mai in partita. 78-59 il finale di una gara che nel primo quarto si è conclusa 28-11.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Andando oltre le frasi fatte, nella post season ogni partita fa storia a sé e sono troppi gli esempi di serie malamente naufragate dopo aver dominato in gara uno. Per cui stasera – 20.30 al Palatagliate – andrà in scena una gara 2 tutta da seguire.
ANALISI Il piano partita studiato da coach Diamanti in gara 1 è stato messo in pratica alla lettera dalle sue giocatrici. Il primo dato evidente è che in una gara dal punteggio alto, sopra i 70 punti, Lucca quando gioca al Palatagliate è difficilmente battibile. Venezia quindi deve cercare di abbassare il punteggio, limitare il numero delle palle persone e controllare i rimbalzi. Rispetto a gara 1 è lecito aspettarsi molto di più da Micovic, impalpabile per gran parte dell’incontro, e decisiva con i suoi centimetri negli accoppiamenti con Wojta e Crippa. Possono fare molto di più anche Walker e Ruzickova sottocanestro, letteralmente fagocitate – soprattutto la ex biancorossa – da Pedersen e Ngo Ndjock. E’ chiaro poi che recuperare Fontenette, assente per una distorsione che lunedì sera la faceva addirittura zoppicare, rischia di essere imprescindibile per coach Liberalotto. Anche perché senza di lei manca la principale costruttrice di gioco della Reyer e l’impressione è che Melchiori sia strutturalmente un po’ troppo leggera per reggere l’onda d’urto biancorossa.
Caterina Dotto – tra le più positive in casa Reyer – parte invece dalla panchina perché allo stato attuale è l’unica in grado di cambiare inerzia all’incontro.
ZONA Se l’obiettivo è provare ad abbassare il punteggio è lecito aspettarsi una difesa a zona, vista anche la poca propensione al tiro da tre delle lucchesi. Una mossa riuscita a metà in gara perché la match-up messa in campo nel terzo quarto ha messo qualche granello di sabbia nei meccanismi biancorossi ma sono mancati i canestri in attacco. In questo modo Lucca ha avuto il tempo per adeguarsi alla novità, di alzare la pressione e di non far schierare la difesa. Probabilmente sarà questo uno dei particolari sul quale hanno lavorato di più i due allenatori nelle ultime ore.
COSA VA Praticamente tutto. La Gesam Gas a tratti è stata perfetta. Ha difeso, ha pressato e soprattutto ha cambiato sistematicamente sulle esterne – marchio di fabbrica di coach Diamanti – azzerando tutti i rischi di mismatch grazie alla duttilità delle giocatrici e ad accorgimenti tattici eseguiti alla perfezione.
COSA NON VA Da perfezionare l’attacco alla zona – come già detto – e soprattutto aumentare l’affidabilità della panchina. Ngo Ndjock ha fatto un lavoro di grande qualità. Battisodo e Tognalini invece hanno avuto bisogno di più tempo per ingranare e il secondo quarto della play pesarese è stato un po’ in apnea contro Caterina Dotto.
SCHIO-RAGUSA Tutto secondo copione nell’altra semifinale, con Schio che ha largheggiato contro una Ragusa realmente mai in partita. 78-59 il finale di una gara che nel primo quarto si è conclusa 28-11.
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