Sicurezza
Lucchese, Pasqua ha il sapore dei playoff
di Luca Tronchetti
Dopo 40 anni i rossoneri s’impongono sul Siena al Porta Elisa e allungano a tre punti il vantaggio sul Pro Piacenza finito ko
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LUCCA. La Lucchese risorge dalla ceneri: dopo 40 anni batte al Porta Elisa il Siena e conquista una vittoria che ipoteca i playoff. Perché il Pro Piacenza perde in casa con il Como e a 270 minuti dal termine insegue praticamente a quattro punti la Lucchese perché in caso di arrivo in parità sarebbero i rossoneri toscani ad accedere alla post season. La cura di Giovanni Lopez pare miracolosa, in linea con la media inglese: due punti a partita con due vittorie in casa e due pari in trasferta. Otto punti in quattro partite con De Feo assoluto protagonista e autore di 3 reti in 4 gare. In dodici giorni la squadra è rivitalizzata: reagisce ai gol subiti, sfodera prestazioni di grande intensità agonistica e feroce determinazione. In una parola è capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo cosa che non le riusciva più specie lontano dalle mura amiche. È davvero una buona Pasqua quella rossonera. Merito dei soci lucchesi che hanno sempre creduto - al di là delle dolorose, ma indispensabili cessioni di Forte e Terrani - che questa Lucchese potesse acciuffare anche l’ultimo posto utile per gli spareggi promozione che mancano dalla stagione 2003-2004. E che nonostante mille difficoltà in cui si dibattono quotidianamente per errori gestionali commessi da altri, ieri hanno pagato in anticipo gli stipendi ai calciatori. Non accadeva da tempo. Un segnale di una ritrovata unità che non può che portare frutti copiosi attraverso una programmazione seria che dovrà partire prima di tutto dal direttore sportivo Antonio Obbedio, davvero fondamentale in questa annata tribolata e capace di tenere la barra dritta nonostante il mare in tempesta. Sarà a lui a scegliere l’allenatore per la prossima stagione e la rosa da allestire sulle indicazioni della proprietà. L’impressione è che, dopo questo exploit, la Lucchese possa continuare nella stagione 2017-2018 con Giovanni Lopez in panchina. L’hombre vertical cacciato senza motivo a fine febbraio 2016 nonostante una media di quasi 2 punti a partita dal tandem fiorentino Bacci-Galli.
La partita. Non era facile battere un Siena indiavolato che si gioca le ultime chances di disputare i playoff vincendo al Porta Elisa. Oltretutto la profondità della panchina bianconera (Bunino, Stankevicius, Steffé e Ghinassi) poteva rivelarsi l’arma vincente per la formazione di Scazzola. Pronti via e i rossoneri passano con una conclusione da 20 metri dell’ex dal dente avvelenato Giammarco De Feo che, complice una deviazione di Freddi, s’infila alla destra dell’incolpevole Moschin. Ma è un fuoco di paglia perché quattro minuti dopo una bella verticalizzazione di Saric trova Capuano in ritardo sul rapidissimo Ciurria che supera Nobile. Tutto da rifare. La Lucchese ha il merito di non scomporsi. Squadra compatta dietro e a centrocampo dove Mingazzini, nonostante età e acciacchi, gioca con la sigaretta in bocca e Fanucchi trova energie e risorse di un ventenne a cui abbina una tecnica sopraffina per la categoria. Sistemati i due reparti ci si affida ai lanci lunghi ad innescare De Feo che gioca per linee verticali. Dall’altra parte è l’ex Marotta, che pare indemoniato, a rendersi pericoloso in più di una circostanza.
Il vantaggio e la sofferenza. Nella ripresa in 180 secondi la Lucchese rifila un uno-due che alla fine si rivelerà decisivo. Prima Gargiulo sulla sinistra si apre un varco e rimette in mezzo per la conclusione al volo di sinistro di De Feo che gonfia la rete. Tre minuti dopo una stupidaggine di Freddi, che sferra un cazzotto a Fanucchi in area davanti all’arbitro, determina penalty ed espulsione e cambia, la partita. Merlonghi trasforma il rigore del 3-1 con un rasoterra angolato. Sembra fatta. Invece al quarto d’ora il solito Marotta fa una magia e accorcia le distanze. La Lucchese è stanca rischia il clamoroso pari, ma anche la forza in due occasioni (con Merlonghi e Fanucchi) di sfiorare il quarto gol. Quando una girata in area del serpente Marotta viene ribattuta d’istinto da Nobile si capisce che è fatta. Al grido «Lucca, Lucca» tutto lo stadio spinge i rossoneri verso l’impresa. Sì, stavolta è davvero una buona Pasqua.
La partita. Non era facile battere un Siena indiavolato che si gioca le ultime chances di disputare i playoff vincendo al Porta Elisa. Oltretutto la profondità della panchina bianconera (Bunino, Stankevicius, Steffé e Ghinassi) poteva rivelarsi l’arma vincente per la formazione di Scazzola. Pronti via e i rossoneri passano con una conclusione da 20 metri dell’ex dal dente avvelenato Giammarco De Feo che, complice una deviazione di Freddi, s’infila alla destra dell’incolpevole Moschin. Ma è un fuoco di paglia perché quattro minuti dopo una bella verticalizzazione di Saric trova Capuano in ritardo sul rapidissimo Ciurria che supera Nobile. Tutto da rifare. La Lucchese ha il merito di non scomporsi. Squadra compatta dietro e a centrocampo dove Mingazzini, nonostante età e acciacchi, gioca con la sigaretta in bocca e Fanucchi trova energie e risorse di un ventenne a cui abbina una tecnica sopraffina per la categoria. Sistemati i due reparti ci si affida ai lanci lunghi ad innescare De Feo che gioca per linee verticali. Dall’altra parte è l’ex Marotta, che pare indemoniato, a rendersi pericoloso in più di una circostanza.
Il vantaggio e la sofferenza. Nella ripresa in 180 secondi la Lucchese rifila un uno-due che alla fine si rivelerà decisivo. Prima Gargiulo sulla sinistra si apre un varco e rimette in mezzo per la conclusione al volo di sinistro di De Feo che gonfia la rete. Tre minuti dopo una stupidaggine di Freddi, che sferra un cazzotto a Fanucchi in area davanti all’arbitro, determina penalty ed espulsione e cambia, la partita. Merlonghi trasforma il rigore del 3-1 con un rasoterra angolato. Sembra fatta. Invece al quarto d’ora il solito Marotta fa una magia e accorcia le distanze. La Lucchese è stanca rischia il clamoroso pari, ma anche la forza in due occasioni (con Merlonghi e Fanucchi) di sfiorare il quarto gol. Quando una girata in area del serpente Marotta viene ribattuta d’istinto da Nobile si capisce che è fatta. Al grido «Lucca, Lucca» tutto lo stadio spinge i rossoneri verso l’impresa. Sì, stavolta è davvero una buona Pasqua.
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