Il Tirreno

Lucca

Roberti, un cuore d’atleta  che batte per la Mountain Bike 

di Valter Nieri
Roberti, un cuore d’atleta  che batte per la Mountain Bike 

La regina della Gran Fondo in vent’anni di carriera ha collezionato 100 vittorie Oggi lavora per un’azienda di tessuti e vive con due cani e altrettanti pappagalli

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LUCCA. Quando la carica agonistica vince sulla timidezza e sulla paura. È il caso di Cristina Roberti, da più di vent’anni in Mountain Bike, sia a livello amatoriale che professionistico, dove ha vinto tanto: dalle Gran Fondo alle classiche arrivando ad indossare pure il tricolore assoluto di categoria nel 2008 a Grotte di Castro in provincia di Viterbo. Una passione ciclistica ereditaria: suo padre Giuseppe è stato un buon dilettante verso la fine degli anni Cinquanta. Lei ha scoperto la bici all'età di 24 anni e per caso: dopo che le fecero provare il triathlon vista la sua predisposizione oltre che al ciclismo anche al nuoto ed alla corsa. «Il nuoto è stato il primo sport che ho praticato. I miei genitori mi gettarono in acqua al Gymnic Club di S.Donato quando avevo 6 anni. Mi piaceva nuotare, ma avevo paura della competizione». Ad influire sicuramente la bradicardia. Una paura infondata, perchè lo stesso medico di famiglia le consigliava lo sport. Cristina ha una frequenza cardiaca al di sotto della norma: soffre di bradicardia con battiti inferiori ai 40 al minuto. Gli stessi valori di frequenza di ciclisti famosi come Miguel Indurain, Vincenzo Nibali e lo stesso Marco Pantani. Dopo il nuoto Cristina si è cimentata in altre discipline sportive come la ginnastica artistica, praticata fino all'età di 14 anni. Ha praticato pattinaggio a rotelle, aerobica fino ad allenare i bambini. Allenava e studiava ad Empoli in una scuola per figurinisti e modellisti. Nello stesso tempo si manteneva agli studi come baby sitter. Poi nel 1993 la svolta. Provò il triathlon e li emersero i suoi valori ciclistici. Si fece prestare una vecchia bicicletta segnandosi alla sua prima gara in MTB sul Serra. Arrivò cinque minuti in ritardo e riuscì a recuperare su molte atlete partite prima. Una performance che non passò inosservata a Pierluigi Turri, presidente della squadra con sede a Castelnuovo. La tesserò ed iniziò per lei una grande carriera. «I risultati mi fanno stare bene- dice- Ho vinto le più importanti Gran Fondo, un campionato italiano e sono salita diverse volte sul podio in gare internazionali». Oggi, a 47 anni, riavvolge il nastro di qualche anno per rivivere una carriera intensa. Dalle GF Costa degli Etruschi alla Città di Fidenza, dal Valle Ogra al Val di Fassa. Al bronzo nel 1998, quando era tesserata per la Marin Mario Moto di Livorno, conquistato nella gara Internazionale della A.I.G.O.R. Cup preceduta sui gradini più alti soltanto da Paola Pezzo e Margarita Fullana. Dai suoi successi, che attraversano 20 anni di storia, una rete di sentieri che vanno dalle Dolomiti alle Alpi. Ha cambiato tante squadre vincendo per tutte loro per un totale di oltre 100 vittorie. Dalla Marin Mario Moto di Livorno alla Fast and Furious di Lucca, dalla Cicli Turri alla Taddei di S.Croce sull'Arno e alla Cicli Parra di Pisa per finire alla Green Devils Team di Sasso Marconi. Nel 2013 dopo un anno di stop per problemi alla schiena, ha ricominciato a vincere la GF da Torri a Torri alla Sambuca Pistoiese stabilendo il record sul percorso. Sposata e residente dal 2012 a Guamo con Marco Della Maggiore lavora per un’ azienda di Prato producendo tessuti, sciarpe e maglie. Ama gli animali e possiede uno Staffordshire Terrier ed un meticcio preso in adozione dal canile di Viareggio.«Ho anche due pappagalli che riempiono le giornate».

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