La manifestazione
Lucchese un punto che vale i playoff
di Luca Tronchetti
Rossoneri imbattuti a Pistoia agguantano in classifica la Pro Piacenza sconfitta nel derby e adesso sono al decimo posto
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Missione compiuta. In tre partite la Lucchese targata Giovanni Lopez conquista 5 punti e si riprende i playoff agguantando a quota 45 il Pro Piacenza sconfitto nel derby stracittadino con il più blasonato Piacenza. E in virtù degli scontri diretti (0-0 al Garilli, 1-0 al Porta Elisa) oggi i rossoneri si collocano al decimo posto, l’ultimo utile per disputare la post season contro l’Arezzo o il Livorno. A Pistoia serve almeno un pari per cullare la speranza e i giovanotti di Lopez lo ottengono grazie ad una gara attenta e giudiziosa. Nel primo tempo non rischiano nulla e passano in vantaggio, nella ripresa subiscono il ritorno dei padroni di casa che per un quarto d’ora mettono in difficoltà la retroguardia ben diretta da Dermaku e acciuffano il pareggio. Ma, contrariamente al recente passato, subito il gol la squadra non si scompone, non perde la bussola, non molla la presa. Alza invece il baricentro e costringe la Pistoiese a ripartire dalla propria trequarti in modo da anticipare sistematicamente i portatori di palla e di costringerli al lancio lungo preda dei centrali ospiti. Un atteggiamento tattico che premia Nolè e compagni che dal 25 della ripresa sino al termine non rischiano nulla e conquistano un meritato punto in un terreno tutt’altro che facile come il Marcello Melani di Pistoia. Tutto questo nonostante l’assenza di Fanucchi, l’elemento dotato di maggior classe e fantasia là davanti, e l’infortunio occorso dopo mezz’ora all’unico centravanti di ruolo: Simone Raffini fuori con una caviglia gonfia. Nei minuti finali poi esce per infortunio anche il metronomo Mingazzini alle prese con problemi muscolari e acciacchi vari. Due elementi importanti che il «doctor» Tambellini proverà a recuperare in vista del derby di giovedì al Porta Elisa con il Siena.
Sogno playoff. A 360 minuti dalla fine del campionato e nonostante le tante disavventure capitate in questa travagliata stagione che poteva sancire il terzo fallimento della storia della Lucchese - evitato grazie all’intervento provvidenziale dei soci locali a cui tutti i tifosi debbono essere eternamente grati - l’obiettivo dei playoff è più che mai a portata di mano. Aveva ragione il diesse Antonio Obbedio - che prima di Pasqua dovrebbe firmare il contratto che lo legherà alla Lucchese anche per la stagione 2017-2018 - a credere che la squadra, nonostante le dolorose e indispensabili cessioni di Forte e Terrani, potesse ugualmente centrare la post season (non accade dalla stagione 2003-2004). L’avvento in panchina di Lopez pare aver rianimato una formazione che aveva perduto la sua identità.
Andamento lento. La Lucchese schiera la formazione annunciata. Un 3-5-2 con Raffini e De Feo là davanti a fare la guerra opposto al 4-3-2-1 di una Pistoiese lenta e macchinosa nella costruzione della manovra e che alla fine si affida ai lanci lunghi per lo scatto di Gyasi. È naturale che i rossoneri, dopo una fase di studio, si facciano pericolosi dalle parti del debuttante Albertoni con lo sgusciante De Feo. Sono le prove tecniche del gol che arriva puntuale al 24’. Lo firma Cecchini, alla sua prima rete stagionale, con una conclusione di destro da 20 metri al termine di una bella progressione. La Pistoiese non reagisce e Bruccini controlla il playmaker Benedetti inaridendo la fonte di gioco.
L’infortunio di Raffini. Ma nella ripresa Lopez è costretto a rinunciare all’unica punta di ruolo, il giovane Raffini, toccato duro nella prima frazione. L’inserimento forzato di un centrocampista come Gargiulo giocoforza costringe i rossoneri a rinculare pericolosamente. La Pistoiese capisce che può approfittarne e dal 10’ al 24’ prende in mano le redini del gioco inserendo l’evergreen Colombo e perviene al pari con una bella invenzione di Rovini che sorprende Nobile. La Lucchese soffre, ma riesce a ripartire e a farsi pericolosa. Le squadre si allungano e la stanchezza affiora. Finisce 1-1. Meglio due feriti che un morto.
Sogno playoff. A 360 minuti dalla fine del campionato e nonostante le tante disavventure capitate in questa travagliata stagione che poteva sancire il terzo fallimento della storia della Lucchese - evitato grazie all’intervento provvidenziale dei soci locali a cui tutti i tifosi debbono essere eternamente grati - l’obiettivo dei playoff è più che mai a portata di mano. Aveva ragione il diesse Antonio Obbedio - che prima di Pasqua dovrebbe firmare il contratto che lo legherà alla Lucchese anche per la stagione 2017-2018 - a credere che la squadra, nonostante le dolorose e indispensabili cessioni di Forte e Terrani, potesse ugualmente centrare la post season (non accade dalla stagione 2003-2004). L’avvento in panchina di Lopez pare aver rianimato una formazione che aveva perduto la sua identità.
Andamento lento. La Lucchese schiera la formazione annunciata. Un 3-5-2 con Raffini e De Feo là davanti a fare la guerra opposto al 4-3-2-1 di una Pistoiese lenta e macchinosa nella costruzione della manovra e che alla fine si affida ai lanci lunghi per lo scatto di Gyasi. È naturale che i rossoneri, dopo una fase di studio, si facciano pericolosi dalle parti del debuttante Albertoni con lo sgusciante De Feo. Sono le prove tecniche del gol che arriva puntuale al 24’. Lo firma Cecchini, alla sua prima rete stagionale, con una conclusione di destro da 20 metri al termine di una bella progressione. La Pistoiese non reagisce e Bruccini controlla il playmaker Benedetti inaridendo la fonte di gioco.
L’infortunio di Raffini. Ma nella ripresa Lopez è costretto a rinunciare all’unica punta di ruolo, il giovane Raffini, toccato duro nella prima frazione. L’inserimento forzato di un centrocampista come Gargiulo giocoforza costringe i rossoneri a rinculare pericolosamente. La Pistoiese capisce che può approfittarne e dal 10’ al 24’ prende in mano le redini del gioco inserendo l’evergreen Colombo e perviene al pari con una bella invenzione di Rovini che sorprende Nobile. La Lucchese soffre, ma riesce a ripartire e a farsi pericolosa. Le squadre si allungano e la stanchezza affiora. Finisce 1-1. Meglio due feriti che un morto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
