Il Tirreno

Lucca

DA OLTRE TRENT’ANNI CURA I MUSCOLI DEI ROSSONERI

Tutti in piedi al Porta Elisa per il re dei massaggiatori

Tutti in piedi al Porta Elisa per il re dei massaggiatori

LUCCA. I capelli si sono colorati d’argento e il passo non è più quello degli anni verdi. Ma la passione e l’amore verso quei due colori - il rosso e il nero, gli unici della sua esistenza...

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LUCCA. I capelli si sono colorati d’argento e il passo non è più quello degli anni verdi. Ma la passione e l’amore verso quei due colori - il rosso e il nero, gli unici della sua esistenza sportiva - è rimasta inalterata. La vita non è stata facile per Alvaro Vannucchi, 72 anni ancora da compiere, il re dei massaggiatori, l’unico in attività nel calcio professionistico che possa vantare oltre trent’anni di spugna e lettino. Gli ha regalato tante gioie, ma si è ripresa, con gli interessi, anche un pezzo importante della sua esistenza. Ma per il masseur, che ha superato come gettoni di presenza il mitico Beolino Lippi, nonostante tutto vale ancora la pena di vivere quelle emozioni uniche che solo il calcio ti sa regalare. Oggi alle 18,30 la società gli consegnerà una targa ricordo e tutto il Porta Elisa in piedi regalerà una standing ovation a questo signore d’altri tempi capace di dare coraggio e vigore a ragazzi che potrebbero essere suoi nipoti. L’emozione non ha voce e se una lacrima bagnerà il suo volto segnato dalle tante prove che ha dovuto superare, sarà una luccicone di felicità. Ha iniziato a fare il massaggiatore con Paolo Baldi, maestro di calcio giovanile, ed ha ottenuto le prime vittorie con Melani (la promozione in C1 con l’1-0 a Civitavecchia) e soprattutto con l’Omone Orrico (promozione in B e vittoria della Coppa Italia di C a Palermo. E poi i suoi «ragazzi»: da Carlo Pascucci, con cui ha fatto le vacanze assieme alla famiglia, a Gaetano Salvi, da Francesco Monaco a Massimo Rastelli ed Eusebio Di Francesco. E come dimenticare l’amicizia con Egiziano Maestrelli. E dire che avrebbe potuto andare in serie A: «Mi voleva un club importante (Juventus?), ma io in Paradiso ci volevo andare con la Lucchese. Ho fatto una scelta di vita, ho privilegiato gli affetti e la famiglia e non mi sono pentito. Se chiudo gli occhi per un attimo rivivo momenti indimenticabili che spero ancora possano tornare con questa società fatta da persone perbene». (l.t.)

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