Il dolore
Lucchese, esonerato Galderisi torna Lopez
Il divorzio della società con Nanu si consuma in un comunicato di poche righe. Oggi firma il tecnico cacciato da Bacci e Galli
LUCCA. Il divorzio arriva alle 18.20 con un comunicato di poche righe: «L'As Lucchese Libertas comunica l'esonero con effetto immediato del signor Giuseppe Galderisi da allenatore della prima squadra». Un addio che non è una sorpresa visto che era nell’aria da almeno 48 ore: dal triplice fischio dell’arbitro allo stadio Rocchi di Viterbo. Il calcio è legato ai risultati e nelle ultime sei partite la Lucchese aveva conquistato la miseria di quattro punti. Troppo pochi per aspirare ai playoff. La squadra pareva involuta, impaurita e negli ultimi due mesi ogni volta che andava sotto non riusciva mai a recuperare. Serviva quindi un’inversione di tendenza, una scossa in grado di risollevare una formazione che ormai non credeva più nei propri mezzi. Resta tuttavia più di una perplessità per quel comunicato scarno e privo di sentimento con il quale si liquida un allenatore amato dalla tifoseria (contraccambiato) e che ha dato sempre il 100% per la causa rossonera. La forma spesso e sostanza e qualche parola di ringraziamento andava spesa. Giuseppe Galderisi lascia la Lucchese dopo 65 panchine suddivise in tre stagioni (25 nel 2014-2015, 9 nel 2015-2016 e 31 nel 2016-2017) con un bilancio di 22 vittorie, 24 pareggi e 19 sconfitte e con 83 gol fatti e 75 subiti. Lascia con un duplice rammarico. Il primo è quello di aver interrotto, per volontà dell’allora direttore generale Giovanni Galli, la felice esperienza della prima stagione quando subentrato a Guido Pagliuca riuscì a portare in salvo con largo anticipo la navicella rossonera in modo da poter programmare il futuro e invece a sorpresa non venne confermato. Il secondo è quello di aver dovuto rinunciare in questa stagione nel momento migliore della sua Lucchese a due pedine importanti come Terrani e Forte per esigenze di bilancio trovandosi nel bel mezzo di una tempesta societaria che ha rischiato di travolgere ancora una volta la vecchia e gloriosa Pantera. E il sacrificio di quei due giocatori, ma anche di altri componenti la rosa si rendeva necessario per evitare il crac economico e portare i libri in tribunale. Forse ha avuto il torto, una volta partiti i gemelli del gol, di non riuscire a trovare la quadratura del cerchio puntando su due reparti che, sino a quel momento, erano stati tra i migliori del campionato: la difesa e il centrocampo. La retroguardia ha iniziato a subire con una facilità disarmante (10 reti nelle ultime 6 partite) e in mezzo è mancato il consueto filtro.Ha sostituito la parola «salvezza» alla parola «playoff da acciuffare anche all’ultima giornata» contravvenendo a quello che era il parere della dirigenza, diesse incluso.
Il ritorno. È arrivato a Lucca in tarda serata e probabilmente già in mattinata sarà al Porta Elisa per guidare la squadra. Giovanni Lopez, 50 anni a marzo, torna ad allenare la Lucchese un anno dopo l’esonero choc del 21 febbraio al termine di un pari a reti bianche con la Pistoiese. Conosce già sette calciatori (Nolé, Mingazzini, Fanucchi, Espeche, Di Masi, Maini e Bragadin) e ha già visto la Lucchese dal vivo in almeno due circostanze (Racing Roma e Lupa Roma). La decisione di puntare su Lopez e non su una soluzione interna (Di Stefano-Niccolai) potrebbe essere un segnale per dare continuità anche in vista della prossima stagione.
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