Il dolore
Tra spada e pallone, gli amori di Elisa
Personal trainer della Oreste Puliti e calciatrice del Ghivizzano in serie D: storia di una 36enne divisa tra due passioni
LUCCA. Ogni atleta è alla continua ricerca di nuove emozioni. Il difficile (e raramente attuabile) è farlo in due sport diversi come Elisa Passaglia personal trainer delle squadre Oreste Puliti di scherma e calciatrice del Ghivizzano in serie D, dove all'età di 36 anni non gioca certo per far carriera ma per la grande passione che ha per il calcio. Una passione che crebbe in lei da bambina e che raggiunse l'apice nel 2002-03 quando Elisa arrivò a calcare i campi di serie A con Lucca e nel 2005-06 sempre nella massima serie con Agliana.
Di lavoro oggi fa l'insegnante di educazione fisica (per il momento da supplente), alternandosi fra l'Iti, il Giorgi e la scuola media Carducci. Riempie ogni momento della giornata senza prendersi mai delle pause. Una tendenza che riguarda tutte le età e che spesso ha a che fare con la paura di rimanere sole con le proprie emozioni. Ecco il motivo di mettersi ancora in gioco nel Ghivizzano, per conservare le amicizie ed avere il tempo di comunicare. Il calcio in questo caso le serve per stemperare la tensione di una vita frenetica e perchè tirare calci al pallone è sempre stato il suo gioco preferito. «Mia nonna Elide era fissata sull'Inter e la Lucchese – dice Elisa –. Fu lei a trasmettermi la passione calcistica ed a coinvolgermi davanti la tv.Ma ben presto, crescendo, mi divertivo soltanto a giocare e lo facevo nelle squadre di paese con i maschietti. Poi il maestro Roberto Tarfano mi fece conoscere la scherma ed iniziai a praticarla con la Oreste Puliti.Fu amore a prima vista. Sarà perchè ho sempre amato i posti da combattimento, quando mi ritrovavo in palestra sulla pedana in legno con quelle armi da sempre appese alle pareti della Oreste Puliti, mi sentivo ispirata. Amavo quell'atmosfera e a un certo punto quell'ambiente divenne la mia casa.All'età di 10-12 anni ottenni i primi importanti risultati, piazzandomi in diverse occasioni nei primi posti ai Grand Prix, poi tutto a un tratto mi ritornò la voglia di giocare a calcio: l'ho fatto per oltre un decennio in serie B, arrivando fino alla serie A. Venti anni di carriera senza guadagnare un centesimo. In Italia non c'è la cultura e la voglia di investire tempo e denaro nel calcio femminile, per questo rimarrà sempre uno sport dilettantistico. Per me era arrivato il momento di iniziare a guadagnare uno stipendio e mantenermi nella casa dove convivo con il mio ragazzo a Montuolo.Però volevo farlo attraverso lo sport e così nel 2007, una volta laureata in scienze motorie, tornai alla Oreste Puliti come preparatrice atletica, avendo acquisito il patentino nazionale dopo aver superato il corso al Centro Federale di Formia».
Dal calcio femminile alla scherma.Due sport completamente diversi: uno più ruvido e collettivo, l'altro più tecnico ed individuale. Per Elisa che nel calcio raggiungeva l'apice delle emozioni nel ruolo di difensore quando intercettava le azioni pericolose degli attaccanti avversari, si aprivano le porte per essere una “dottoressa del movimento”. Lo sport lo ha studiato in tutte le sue sfaccettature e ora indica le tabelle da seguire negli allenamenti in vista degli incontri ufficiali. Ascolta le esigenze dei tecnici: da Sorin Radoi che allena la prima squadra della Puliti in A, a quelli del settore giovanile, non prima di aver controllato le schede tecniche e i protocolli ortopedici e fisioterapeutici degli stessi. «Dopo 10 anni che faccio questo mestiere – racconta Elisa – mi sento appagata nel vedere crescere tecnicamente e in maniera sana schermidori sui quali ho lavorato fin da quando erano bambini. Ci sono atleti della prima squadra, ad esempio Rinaldi, a cui ho dettato le tabelle degli allenamenti da svolgere, specialmente nel periodo di inattività estivo. Per me è la stessa emozione, come quando da calciatrice realizzo un gol oppure evito di farlo prendere al mio portiere.Due sensazioni differenti ma molto belle: la scherma è anche una professione, il calcio il mio eterno divertimento».
E ora cosa si aspetta Elisa per l'immediato futuro? «Trovare un posto fisso come professoressa di educazione fisica e far crescere schermisticamente gli atleti della Oreste Puliti che per me è una famiglia, guidata da una persona saggia come Lioniero Del Maschio, il papà di tutti noi, atleti, tecnici e preparatori». Un buon momento per la scherma lucchese. La squadra di sciabola ha conservato la serie A1 grazie al quartetto formato da Valenti,Manfredini, Castellani e Rinaldi. Quest'ultimo, azzurro e vincitore anni addietro del titolo italiano cadetti. Un numero crescente di ragazzi si è presentato nella palestra di SS.Annunziata per imparare l’arte della scherma, come quasi sempre accade nell'anno post olimpico».
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