Sicurezza
Il prelato sta in mezzo ai tifosi
LUCCA. «Viva il vescovo». Lo grida a voce alta un tifoso al triplice fischio finale per salutare il ritorno alla vittoria della Lucchese. Parafrasando Fiorella Mannoia «che sia benedetta» la squadra...
LUCCA. «Viva il vescovo». Lo grida a voce alta un tifoso al triplice fischio finale per salutare il ritorno alla vittoria della Lucchese. Parafrasando Fiorella Mannoia «che sia benedetta» la squadra cittadina. E il rito sacro impartito dall’arcivescovo Italo Castellani ha portato fortuna. La sua presenza ha esorcizzato il periodo no dei rossoneri. In versione ultras, indossando la maglia ufficiale della Lucchese con tanto di nome "Italo" sulle spalle e l'immancabile croce di Cristo al collo ha dispensato saluti e sorrisi. Accolto con grande affetto dai tifosi in tribuna, visto il periodo della Pasqua, ha regalato pezzi di cioccolata ai bambini dall'uovo di cioccolata offerto dalla Lucchese in un clima di grande cordialità e simpatia. Prima del fischio d'inizio il vescovo di Lucca a metacampo ha benedetto il manto erboso e la squadra di Galderisi con l’amministratore unico Carlo Bini in versione chierichetto con in mano l’aspersorio. A loro il vescovo ha rivolto parole di elogio per l'impegno sportivo ed ha augurato di arrivare il più in alto possibile, ricordando di avere conosciuto il centrocampista Mingazzini che è di Faenza dove Castellani è stato vescovo negli anni Novanta. «Facciamolo venire più spesso» dice un tifoso. Monsignor Castellani ha guardato primo tempo accanto al sindaco Alessandro Tambellini, poi ha lasciato lo stadio per tornare ai impegni ecclesiastici.
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