Il dolore
MONACO: «TRE PUNTI FONDAMENTALI»
LUCCA. Per tutti i tifosi della Lucchese lui è e sarà per sempre il «Capitano dei Capitani», il piccolo eroe coraggioso più forte degli infortuni e della sfortuna che in una calda notte del 30 maggio...
LUCCA. Per tutti i tifosi della Lucchese lui è e sarà per sempre il «Capitano dei Capitani», il piccolo eroe coraggioso più forte degli infortuni e della sfortuna che in una calda notte del 30 maggio 1990 alzò nel cielo stellato di Palermo la Coppa Italia di serie C, il trofeo più prestigioso conquistato dal club rossonero nell’ultimo mezzo secolo. Lui è Francesco Monaco, 57 anni il 6 maggio prossimo, con 294 presenze il terzo alfiere di ogni epoca della storia della Lucchese. L’ex centrocampista è il terzo allenatore stagionale del Prato. È stato chiamato al capezzale dei lanieri per cercare di evitare una retrocessione che, dopo i fallimenti di Leo Acori e Roberto Malotti, pareva scontata. Se oggi i biancazzurri sono ancora in corsa per evitare l’ultimo posto lo devono soprattutto al grande ex rossonero. «Non affronto la Lucchese da nove lunghi anni. - ricorda il mister del Prato - L’ultima volta la mia squadra (era l’Ancona che Monaco portò in serie B) conquistò un buon pari (1-1) al Porta Elisa. Stavolta però, i tifosi della Lucchese mi perdoneranno, ho bisogno dei tre punti. Per noi sono di fondamentale importanza se vogliamo lottare sino alla fine per giocarsi nei playout la permanenza in categoria. Sono sincero: in questo girone di ritorno le prestazioni del Prato al Lungobisenzio sono molto migliorate. Abbiamo vinto tre partite nelle ultime tre gare davanti al nostro pubblico contro Carrarese, Viterbese e Prato. E soprattutto non subiamo gol. L’arrivo di Marzorati in difesa ci ha dato una mano e la squadra adesso è più tranquilla. Purtroppo facciamo gol con il contagocce. E questo è il mio più grande cruccio». Ma com’è arrivato a Prato, Francesco Monaco: «È merito del presidente Nicola Radici, che era il mio patron l’anno scorso alla Pro Sesto, se ho potuto avere una nuova chance in Lega Pro che mancava da un paio di stagioni. Sono arrivato dopo tredici giornate e la squadra è stata rifatta poco alla volta. Nelle ultime sei partite abbiamo conquistato dieci punti e con il recupero di alcuni titolari sono certo che risaliremo la china. La Lucchese? Conosco mister Galderisi, un tecnico preparato e una persona seria. E stimo moltissimo anche il ds Obbedio, io abito ad Ascoli e lui a Giulianova, con cui ho visto assieme diverse partite in tribuna. Ma Fanucchi gioca? È un ex, ma soprattutto è molto forte. Vero che i rossoneri hanno perso a gennaio Forte e Terrani, ma sono una buona squadra che punta ai playoff. Cara Lucchese, so che non sarà facile, ma il Prato deve vincere».
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