Il Tirreno

Lucca

Carlo Bini amministratore unico

di Luca Tronchetti
Carlo Bini amministratore unico

Lucchese, la nomina all’unanimità arriva al termine dell’assemblea dei soci. Bacci non si presenta

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LUCCA. «Speriamo di tornar a riveder le stelle». Se la cava con una citazione cara al sommo poeta Dante Alighieri, il nuovo amministratore unico dell’As Lucchese Libertas 1905 Carlo Bini, 73 anni, da oltre vent’anni responsabile della cooperativa «Città di Lucca» che da una dozzina gestisce i parcheggi per il comune di Camaiore e in passato gestiva la Torre Guinigi e la Torre delle Ore nel centro storico. Un personaggio un po’ naif «Carlone», come lo chiamano gli amici per la sua fisicità e soprattutto per il suo carattere accomodante e la bontà d’animo che lo contraddistingue. Politica, sport e sociale sono le passioni che hanno animato la sua esistenza. Cattolico osservante e sin da giovane vicino alla Balena Bianca (Democrazia Cristiana) è stato un «forzista» della prima ora. Alla fine degli anni Novanta venne eletto consigliere comunale a Lucca nelle liste di Forza Italia ed è un grande amico dell’ex presidente del Senato, Marcello Pera, che ogni tanto siede con lui in tribuna. Con Mauro Favilla sindaco, Bini passò a ricoprire l’incarico di presidente della circoscrizione 5 quella dell’Oltreserchio.

Ma Carlo Bini è un personaggio molto conosciuto anche nel mondo del calcio. Perché negli anni Sessanta e sino all’inizio degli anni Settanta è stato un promettente fischietto. Un arbitro arrivato sino alla serie D dopo aver diretto anche partite del torneo di Viareggio. Celebre il «siparietto» con l’allora giovane talento viola Luciano Chiarugi. L’ala che aveva già debuttato in prima squadra con il «Petisso» Bruno Pesaola in panchina era arrivato allo stadio dei Pini sprovvisto di documenti. Convinto che l’esordio in serie A gli avrebbe consentito di farla franca si era presentato alla «chiama» prima del match con grande disinvoltura. «Applicai il regolamento. - racconta ancora agli amici e ai conoscenti il popolare Carlone - Senza documento di riconoscimento non si gioca. A me poi i raccomandati non mi sono mai piaciuti». Inutili quindi i tentativi dei dirigenti della Fiorentina. Il giocatore venne preso e portato di corsa alla stazione di Viareggio dove c’era una macchinetta per le foto in funzione. «Solo quando mi portarono il documento corredato dalla foto diedi l’avallo. Ma la partita era già iniziata e Cavallo Pazzo si accomodò in panca». Quando la carriera di «Carlone» s’interruppe, il calcio rimase sempre in primo piano. Allenatore di formazioni dilettantistiche e amatoriali che a volte incrociavano la Lucchese nell’allenamento del giovedì e tifoso, quello da sempre, dei colori rossoneri. L’assemblea dei soci ieri pomeriggio all’unanimità ha revocato il vecchio organo amministrativo e ha eletto Carlo Bini amministratore unico: «Roba da matti, da non dormirci la notte. Lo faccio per spirito di servizio, ma spero che sia per poche settimane» dice il nuovo numero della Lucchese che sostituisce il presidente Andrea Bacci (non era presente all’assemblea e non ha firmato lettere di dimissioni) che con la Coam srl è fuori dalla società. «Quando c'è crisi si elimina il superfluo» il suo motto sul lavoro e nella vita. Siamo certi con lui al timone l’essenziale prevarrà sull’eccedente.

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