Il Tirreno

Lucca

Lucchese, difesa ermetica con Don Ciro

di Nicola Nucci
Lucchese, difesa ermetica con Don Ciro

Il difensore dalla lunga esperienza in serie A è un atleta di Cristo: «La fede mi ha aiutato a superare momenti difficili»

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LUCCA. Chi si aspettava un Ciro Capuano a fine carriera con i suoi quasi 36, chi si attendeva un calciatore ormai arrivato al capolinea dopo gli anni trascorsi in serie A, si è dovuto ricredere. Il difensore napoletano ha messo sul campo esperienza, personalità e una determinazione che lo hanno fatto diventare il leader di una difesa tra le meno battute del campionato.

«Quando prendo un impegno – spiega il calciatore – vado fino in fondo, non mi tiro mai indietro e alla Lucchese ho trovato subito gli stimoli giusti. Per natura, però, sono critico anche con me stesso, e penso di avere disputato un buona stagione fino a oggi, ma avrei voluto segnare qualche gol in più. Anche le reti dei difensori possono essere un valore aggiunto, soprattutto dopo le partenze di Forte e Terrani».

Un ragazzo tutto d'un pezzo, un'atleta di Cristo (come Cavani e Felipe Melo) che ha superato momenti difficili aiutato anche dalla fede, un esempio per i più giovani. "Don" Ciro, come lo chiama affettuosamente mister Galderisi, ha sbagliato poche partite in questo campionato. Del resto si tratta di un uomo che ha vissuto spogliatoi importanti, con oltre 350 presenze da professionista tra Pisa, Bologna, Palermo, Catania e Akragas.

«Il merito è di tutto il reparto arretrato e di una squadra che ha subito pochi gol, a parte il 3-1 con la Lupa Roma frutto di due rigori e di qualche errore, sbagli che dobbiamo limitare. Nelle ultime due gare siamo stati meno brillanti e abbiamo pagato care qualche sbavatura. Ora vogliamo riprendere a vincere» avverte l'ex difensore laterale di Bologna e Pisa, poi diventato centrale negli ultimi anni.

Adesso, dopo due punti nelle ultime quattro partite, c'è voglia di riscatto nell'ambiente rossonero, atteso alla difficile sfida con il Como: «Una gara difficile – riprende Capuano - contro una formazione blasonata che lotta per i playoff, ma che affronteremo con grande rabbia e concentrazione. La penalizzazione arrivata in settimana non cambia niente, ce lo aspettavamo. La classifica è corta, in una posizione dove dobbiamo guardare avanti (i playoff non sono lontani), ma anche alle nostre spalle. Per questo una vittoria col Como sarebbe una svolta».

Il difensore ha uno stretto legame con la Toscana, rafforzato adesso dall’esperienza lucchese: «Sono stato undici anni in Sicilia, ma ho una casa a Camaiore, conosco bene la Lucchesia, che adoriamo sia io che mia moglie. In questi mesi ho capito che Lucca merita calcisticamente ben altre ribalte».

Il futuro di Capuano è ancora da scrivere: «A quasi 36 anni la mia anima calcistica è ancora viva e vorrei continuare ancora da calciatore. A Lucca? A giugno parlerò con la dirigenza. Certamente, quando deciderò di smettere, mi vedo ancora nel mondo del calcio e in Toscana, dove servono nuove strutture per lo sport. I modelli? Empoli e Atalanta».

Intanto all'Acquedotto Galderisi ha provato il 3-4-2-1 con Raffini in coppia con De Feo e Fanucchi alle spalle. In difesa Espeche, Maini, e Capuano, Tavanti, Bruccini, Mingazzini, Merlonghi a centrocampo. In evidenza anche D'Auria schierato con Gargiulo come prima punta.

Prove ed esperimenti tattici in vista di una partita tanto difficile quanto importante per i rossoneri, che hanno l’obiettivo di mantenere il decimo posto in ottica playoff.

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