Il dolore
Bertolini, la ciclista in erba che vuole emulare Martin
Quindici anni, alta un metro e 86, il talento delle due ruote tesserato da Fanini poteva giocare a basket e invece ha scelto il ciclismo: «Amo la tensione pregara»
LUCCA. E' cresciuta con la palla fra le mani. Il gioco che più la divertiva con le amiche. Ma ben presto è passata al pedale, alle due ruote, al ciclismo, uno sport che non conosceva.
Matilde Bertolini, nuova giovane ciclista della Conceria Zabri-Fanini-Guerciotti ha un fisico non comune per una donna e che a prima vista sembrerebbe più idoneo per giocare a pallacanestro. È alta 1,86 e soltanto a settembre compie quindici anni.
La sua possente stazza fisica non poteva passare inosservata al presidente Manuel Fanini che l'ha subito ingaggiata e in questi giorni farà l'esordio nella categoria Allievi, serbatoio della prima squadra."
«Ero in sovrappeso - dice Matilde -. Allora mio padre ci acquistò la bicicletta proponendoci lunghe passeggiate assieme a lui ed a mia madre.Una bicicletta personalizzata e adatta alle mie necessità. Siamo una famiglia intera coinvolta nella voglia di pedalare e stare all'aria aperta. Conobbi così il ciclismo e la Butese e vennero le mie prime vittorie nelle categorie Giovanissimi.Le due ruote entravano sempre più nei miei gusti. Amavo la corsa lunga e individuale, ecco perché sono diventata una buona cronometrista. Ho scelto di fare ciclismo perché è uno sport individuale, non ha sostituti, e devi contare esclusivamente sulle tue forze. Quando pedalo mi estraneo da tutto e mi concentro soltanto sulla strada. Voglio essere costruttiva nello sport come nello studio. Faccio il primo anno di liceo classico al "Galileo Galilei"di Pisa e guardo avanti: credo di avere le idee chiare. Voglio diplomarmi in fretta per iscrivermi all'Università con indirizzo umanistico. Studiare filosofia mi prende molto è una vera e propria passione».
Uno sviluppo in altezza gestito ciclisticamente al S. Miniato dal Ds Antonio Palumbo che le ha fatto negli ultimi due anni anche da personal trainer, apportando le adeguate modifiche alla sua alimentazione. Due vittorie assolute e due terzi posti ai campionati regionali, le fecero trovare la forza di volontà di gareggiare e di competere con le più forti di categoria.
«Quest'anno- continua Matilde - inizierò la stagione con il morale alto. Farò l'esordio nella categoria Allievi con la squadra segromignese di Manuel Fanini. In una terra dove si respira ciclismo da una vita e dove sono sbocciati fior di campioni. Mi sono già affiatata con le mie compagne più grandi Elite e devo assolutamente abituarmi a stare in gruppo. Questo è il mio difetto:mi sento troppo cronometrista, dove ho maggiore sicurezza. Le tabelle indicatemi dal mio attuale allenatore Salvatore Palumbo sento che mi stanno aiutando. Tutti i giorni faccio cinquanta chilometri di allenamento ed abitando a Calci ai piedi del Monte Serra diventa routine salire sui pedali e non nego di disdegnare la salita, un terreno dove soffro terribilmente».
Matilde è una fans del tedesco Tony Martin, specialista delle prove a cronometro.Quattro volte campione del mondo di specialità e guarda caso anche lui alto 1,86 come lei.
«E' il mio idolo- afferma Matilde- ogni volta che lo guardo in televisione apprezzo la sua determinazione. Con le debite proporzioni vorrei diventare come lui. Intanto a luglio, in una sede ancora non definita,punto a vincere il campionato italiano di cronometro individuale. Farò una preparazione mirata a quell'obiettivo».
Per le categorie femminili Esordienti ed Allievi il calendario propone una continuità di gare settimanali grazie alla Challange rosa ad iniziare da fine marzo.
Quattro regioni dell'Italia centrale consentono una serie di gare anche per queste giovani atlete appassionate di ciclismo. Matilde non vede l'ora di cominciare anche se la concentrazione per la corsa la fa essere tesa, la sente molto. Ma riuscirà a vincere l'emozione con tecniche mentali che la aiuteranno a correre meglio
.La sua passione e determinazione lasciano ben sperare nei risultati essendo ancora in pieno sviluppo fisico, sociale e mentale. Una ragazza nata per fare sport e che a una gita con amici preferisce la fatica e la tensione di una gara.
«Meglio soffrire -dice lei sorridendo -per una competizione, mi da più emozione.I l fidanzato? No assolutamente,non ho tempo per pensarci.Nei prossimi anni voglio realizzare i miei progetti costruttivi nello sport e nella vita».
Una ragazza dal fisico statuario, ma anche piuttosto tosta e molto determinata.
Sa quello che vuole ed è disposta ad ottenerlo a qualsiasi costo. Di Matilde Bartolini sentiremo presto parlare nel mondo delle due ruote femminili.
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