Il Tirreno

Lucca

La Lucchese del futuro azionariato diffuso e settore giovanile

di Nicola Nucci

Il progetto presentato nell’evento organizzato da Panathlon Si punta anche sul nuovo centro sportivo. Ma servono soci

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LUCCA. Il salvataggio dei soci lucchesi consentirà di evitare la messa in liquidazione ed arrivare fino a giugno. Ma per consolidare il nuovo progetto di una Lucchese autoctona, gestita da lucchesi, servirà allargare la compagine societaria. Un nuovo progetto, quello presentato durante una serata organizzata da Panathlon di Lucca al ristorante "Da Stefani", basato su un'azionariato diffuso, un forte settore giovanile ed un centro sportivo, tutto nell'ottica di aumentare i ricavi venuti a mancare nelle ultime tre stagioni dal ritorno in Lega Pro.

Una bella serata, con la regia di Enrico Turelli, in cui il "piatto forte" è stato il nuovo progetto rossonero illustrato da Gianfranco Zappelli, socio di Lucchese Partecipazioni che ha rilevato il 100 per cento della società (col contributo di Lucca United che passerà al 10%) dopo avere acquisito le quote detenute dall'ex patron Bacci (87%), provveduto alla copertura dei debiti e alla ricapitalizzazione evitando la sparizione dell'ultracentenario club rossonero. «Il nostro obiettivo è rafforzare la struttura societaria in modo che la Lucchese possa autofinanziarsi e camminare con le proprie gambe - ha detto Zappelli, affiancato dai soci Marco Gonzandi ed Arnaldo Moriconi, rivolgendosi alla platea del Panathlon ed indirettamente alla città, agli imprenditori e ai tifosi - abbiamo fatto un enorme sforzo economico per prendere in mano la società, spinti da una grande passione. Ma con le nostre forze sarà dura gestire un club che ha un budget importante (oltre un 1 milione ndr). Il nostro è un appello, una richiesta di aiuto a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della Lucchese che ha una lunga e nobile tradizione, un blasone ancora forte anche se in C1. Vogliamo cambiare rotta con un progetto legato al territorio e ai giovani, serio e trasparente. La politica di un socio forte non ha funzionato, non siamo contrari a priori, ma la nostra idea è avere tanti soci, anche 20-30, per condividere la gestione e le potenzialità».

Questione fondamentale è produrre redditi da attività extracalcistiche. Le entrate da biglietteria e sponsor non bastano. E se l'idea di un nuovo stadio è un'utopia, si pensa di sfruttare meglio l'attuale Porta Elisa per eventi (ad esempio concerti) e parcheggi che l'assessore Celestino Marchini ha ribadito saranno favoriti dal prossimo piano strutturale. Centro sportivo e vivaio. Altro pilastro del progetto è "il Lucchesello", un centro sportivo con foresteria ed un bar per le formazioni giovanili e la prima squadra che dovrebbe sorgere nell'area dello stadio di Capannori con una sinergia col Comune della Piana. «La Lucchese è un simbolo del territorio e siamo disponibili a confrontarci come già fatto con la nuova dirigenza rossonera - ha detto l'assessore allo sport Serena Frediani ospite della serata insieme al sindaco di Porcari Alberto Baccini e all'assessore Franco Fanucchi - vogliamo riqualificare lo stadio di Capannori già migliorato dalla cicli Carube, ma c'è ancora da fare e una sinergia con la Lucchese potrebbe dare vita ad una nuova struttura».

Un centro sportivo destinato a tutti i cittadini con la possibilità di generare entrate per il club rossonero. Per quanto riguarda il settore giovanile, ripartito da zero, si proseguirà la strada intrapresa dal responsabile Massimo Indragoli con l'obiettivo di migliorare i rapporti con le società della provincia e ricucire lo "strappo" ereditato dalla sciagurata gestione Fouzi Hadj. E che nel rispetto reciproco la Lucchese torni ad essere approdo naturale per i campioncini di casa nostra. Annunciato un accordo con l'Atletico Lucca, da cui sono usciti tanto per dire "Chicco" Pisani e Daniele Rugani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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