Toscana
Il campione di parapendio continua a sfidare i venti
A 52 anni Endrio Ceccarelli, tre titoli italiani dal 1988 al 1994, si lancia a Cune «Da bimbo mi gettavo dal terzo piano con l’ombrellone sognando di volare»
LUCCA. Anche a Lucca c'è la passione per il volo senza motore. Un grande protagonista a livello agonistico di parapendio è Endrio Ceccarelli, l'attuale istruttore dell'Aero Club Volovelistico Toscano all'aeroporto di Tassignano. Nato a Lucca il 22 febbraio 1965, fin da bambino amava volare. Mostrava già allora una spiccata personalità,ma era vivace e ne combinava tante. Soprattutto amava il pericolo. Figlio di Benito Ceccarelli, storico commerciante di materiali edili e che ha sempre lavorato nel settore, nel 1971 in un cantiere di S.Pietro a Vico si gettò con un ombrellone da mare dal terzo piano. «Come posso dimenticare quei momenti.- racconta- Ero leggero ed ero convinto che l'ombrellone mi avrebbe fatto da paracadute ed in effetti un pò attutì il mio impatto con il suolo ammorbidito dalla sabbia.In diverse occasioni mia madre chiamava i pompieri per aiutarmi a scendere dagli alberi vicino alla casa vacanze di Crasciana dove passavamo le vacanze estive, perché ci salivo, ma poi non riuscivo a scendere. "Galleggiare" nell'aria è sempre stato il mio sogno fin da bambino». Inizialmente si accontentò di fare sport come gli altri bimbi giocando al calcio. Trafila giovanile nelle società calcistiche locali. La sua prima squadra fu La Primavera, poi passò al S.Margherita ed infine al S.Concordio dove era allenato da Marcello Barsocchi e dove si mise in luce come ottimo mediano di copertura. Vinse alcuni campionati. Correva parecchio. Tifava Milan perchè era attratto dalla classe di Gianni Rivera.Giocò fino al 1984 e riuscì a diplomarsi all'Itc come ragioniere per la soddisfazione dei genitori Benito e Antonietta che vedevano in lui l'erede naturale a gestire la propria azienda di materiali edili a Guamo.Ma le aspirazioni di Endrio erano altre.
Militare nei paracadutisti. Dovendo partire per il servizio di leva, si iscrisse alla Smipar, la scuola militare del paracadutismo a Pisa. La sua voglia di volare ebbe il sopravvento anche se farlo da militare significava sacrificio e massima disciplina. Ma d'altronde l'unico modo per vincere le proprie ansie era quello di cogliere questa opportunità che gli consentiva anche di guadagnare 350 mila lire al mese e di fare il militare vicino casa. Le prime due settimane fu inviato al 225.o battaglione paracadutisti di Arezzo, poi trasferito a Pisa nel trentesino Assaltatore e poi furiere del corso TCL,colui che gestisce in zona il lancio dei paracadutisti. Un incarico agevolato dall'amicizia che aveva con il maresciallo Sergio Vallini di Pisa con il quale aveva fatto i primi lanci con il paracadute. Il lancio era l'ultimo atto che però necessitava di una preparazione di base, fatta di tanti corsi in palestra. È un esercizio fisico dispendioso ed anche a livello atletico uno deve essere pronto a destreggiarsi. I paracadutisti si congedavano a quel tempo dopo cinque lanci,tre brevetti civili e cinque militari. Nel periodo di leva conobbe Giuseppe Lisi, colui che riparava i paracaduti della scuola militare di Pisa, un incontro che gli segnò il futuro. «Lisi-continua Ceccarelli-si mise a costruire parapendii, copiando i primi modelli francesi e divenne uno fra i primi produttori al mondo esportandoli in diversi paesi. Una volta finito il militare mi propose di diventarne commerciante ed accettai con entusiasmo aprendo un negozio a Diecimo di Lucca denominato Flyten. Negli anni ne ho venduti parecchi unitamente all'abbigliamento idoneo per volare. Flyten è rimasto il mio marchio di identificazione anche oggi. Questa mia scelta professionale fu a lungo ostacolata da mio padre che voleva inserirmi nella sua azienda e che viceversa dovette affittare. Volare era per me troppo bello. Non potrò mai dimenticare i primi lanci effettuati dal G222,aereo della 46.a Brigata di Pisa e dal C130,stesso aereo quadrimotore. Mi lanciavo da 1000 metri di altezza e quando ero lassù non pensavo ad altro godendomi la fantastica sensazione che avevo sempre sognato».
I titoli con il parapendio. Da marzo 1985, dopo il congedo militare Endrio aprì il negozio e la scuola di volo a Diecimo e continuò a lanciarsi e ad insegnare a farlo a tante persone. Il campo di volo era il Monte Bargiglio sopra il paese di Cune a Borgo a Mozzano. Insegnava le tecniche di volo e soprattutto faceva imparare a gestire la vela.Iniziarono anche le competizioni a livello internazionale.La Flyten di Ceccarelli divenne anche una squadra e diversi suoi atleti vinsero titoli nazionali. A livello individuale vinse tre titoli italiani di parapendio nel Cross Country. Nel 1988 a Sale Marasino sul Lago d'Iseo,nel 1992 a Civitella Val Roveto e nel 1994 a Santa Maria Maggiore in provincia di Domodossola. Sempre a Sale Marasino si piazzò al secondo posto nei campionati italiani assoluti biposto nel 1996 in coppia con il livornese Guerrino Casini nella gara vinta da Edoard Tascthler. Quel giorno il podio fu completato dall'ex campione del Mondo Jimmy Pacher in coppia con Fabrizio Minucciani. Infine altro risultato di rilievo ottenuto da Ceccarelli fu il terzo posto sempre ai campionati italiani assoluti biposto ottenuto nel 97 ancora a Sale Marasino in coppia con la sua ex compagna Cinzia Scandurra di Massa. A vincere quel giorno fu il bresciano Giorgio Pintossi. «Ho fatto una buona carriera agonistica. Ho vinto tante gare e con i soldi che mi davano mi finanziavo le trasferte. Ho disputato anche 15 gare di Coppa del Mondo dove mi sono piazzato 5.o a Verbier nel vallese svizzero e 15.o a Governador Valadares in Brasile.Tengo tutt'ora rapporti con la Fiul e l'Aero Club d'Italia dove sono Istruttore e con A e CI, l'ente sotto il Ministero dei Trasporti che gestisce il mondo del volo libero e del volo a motore».Nel 2005 infine il ritiro dall'attività agonistica. «Era giunto il momento di dire basta. Ero appagato dei risultati ottenuti e l'età non mi consentiva più di poterli migliorare. Ma il volo non lo abbandonerò mai. Certo, non potrò più fare tragitti lunghi come quando a Governador Valdares percorsi in aria 177 chilometri in 6-7 ore, ma spesso mi lancio dalle alture del bellissimo comprensorio Toscano dell'Appennino e delle Apuane. Lo scorso anno ho volato per oltre 100 chilometri lanciandomi dalle Pizzorne ed atterrando oltre Pontremoli.Oggi mettere le ali non è più impossibile. Basta guardare in alto e si vedono sempre più ricorrenti "Icari" che cavalcano le correnti d'aria. L'importante è farlo con criterio, controllando le correnti che danno origine ai temporali e non lanciarsi quando non è il momento. Un’imprudenza può essere fatale. Tanti ci hanno lasciato la vita». Endrio Ceccarelli è riuscito a mettere in pratica le sue aspirazioni di bambino e arrivando ai vertici nazionali nel parapendio. Per tutta la carriera agonistica è sempre rimasto nella lega piloti, cioè nei primi venti in classifica e spesso nelle prime cinque posizioni a dimostrazione di una costanza di rendimento. Oggi vive con la sua compagna a Borgo Giannotti e lavora come istruttore all'aeroporto di Tassignano oltre ad occuparsi dell'immobiliare di famiglia. È riuscito anche a far volare nel biposto suo padre. L'adrenalina era troppo forte e dopo 20 minuti è dovuto atterrare. Ogni tanto viene invitato come ospite nei meeting come a Bassano del Grappa e Canazei dove ha conservato molte amicizie.
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