Il Tirreno

Lucca

«I sindaci adesso sono in campagna elettorale»

di Nicola Nucci

Il presidente non crede alla possibilità che la politica possa risolvere i problemi della società sportiva

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LUCCA. Nel mirino i sindaci. In primis quello di Lucca, Alessandro Tambellini. Non è andato giù all’azionista di maggioranza l’incontro tra la componente lucchese (Lucchese Partecipazione e Lucca United) indetto dal primo cittadino a palazzo Orsetti assieme ai sindaci della Piana (Menesini per Capannori, Baccini per Porcari) sui problemi che affliggono la Lucchese. Sul piano formale occorre dire che la Lucchese è una società di diritto privato dove c’è un socio di maggioranza (Coam e Bacci, la componente fiorentina) che avrebbe dovuto essere invitato o informato della riunione. Al di là di simpatie o antipatie. Così ieri pomeriggio nella conferenza stampa fiume, il presidente Bacci ha spostato il tiro sulla politica e l'imprenditoria locale. «Mi viene da ridere quando i sindaci del territorio si riuniscono. Non perché non credo a loro, ma perché dovevano avvertire le urla che facevamo quando il progetto è partito e c'è chi è scappato. E non credo che il problema lo possano risolvere sindaci. Alcuni di loro (in primis Tambellini, ma anche Baccini) sono a scadenza del mandato e tra un paio di mesi potrebbero essere fuori. Siamo in campagna elettorale è bene tenerlo a mente». Sugli acquirenti non usa mezzi termini: «In quattro anni ho trovato venti persone di fuori che volevano riciclare, compratori così si trovano sempre. Anche Ferrero della Sampdoria si è interessato, ma io gli ho detto quanto voleva per comprare la società blucerchiata. Sapete o no in quale deficit di bilancio si trova la società ligure?» L'imprenditore fiorentino rivendica la gestione sana ed oculata, ma dopo avere sprecato la stagione passata infarcita di errori a livello societario e tecnico. «I nostri conti sono a posto, siamo in una situazione normale». Bacci si interroga sul perché gli imprenditori locali stiano lontani dal calcio e dalla Lucchese. «Il calcio dà visibilità e loro forse non la vogliono, dobbiamo fare i conti con questa volontà di voler stare nascosti. Il calcio fa prendere di mira, con procure, guardia di finanza e giornali. Io non mi sono stancato: quando sono arrivato avevo un entusiasmo persino minore, ma non ci dimentichiamo che sono arrivato per gestire il 51% e ora mi ritrovo quasi il 90%, con gli altri soci che hanno tanta voglia, ma non hanno tutto questo desiderio di dare un cambiamento di rotta. A gennaio, comunque vada, costruiremo qualcosa. Di sicuro non rinuncio a gestire la società con un certo tipo di cultura e se in passato ho fatto errori è anche perché pensavo che le persone scelte potessero fare bene. Nuovi ingressi? In questo preciso momento non mi possono affidare a questo tipo di possibilità, telefona il mondo ma solo per capire, niente di più. Se viene Della Valle o Agnelli ve lo dirò, per ora sono chiacchiere».

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