Il Tirreno

Lucca

Lucchese, servono 10-20 piccole aziende per garantire il futuro

di Luca Tronchetti e Nicola Nucci

Emulare il modello Lumezzane da 23 stagioni in Lega Pro Baldini Vernici nuova partnership del club datato 1905

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LUCCA. Niente di nuovo sul fronte societario. Sul versante fiorentino l’incontro che doveva esserci prima di Natale a Scandicci tra un legale - che rappresenta gli interessi di un imprenditore toscano che ha già guidato un club professionistico (potrebbe essere Maurizio Mian) - e il tandem Bacci-Bettucci è stato rimandato. Un rinvio o un interessamento già svanito? E altri imprenditori, al momento, non sembrano esserci all’orizzonte. Non è facile subentrare in una gestione con 770mila euro per pareggiare il bilancio e chiudere la stagione sacrificando i pezzi migliori per ridurre i costi abbassando il monte ingaggi. Utopistico pensare che basti lasciare andare il bomber Forte (che sino a prova contraria è dell’Inter e non della Lucchese) e la punta Terrani (il contratto scade a giugno, ma il procuratore del calciatore De Marchi non ha rinnovato e avrebbe già in mano delle squadre di B che acquisterebbero il calciatore a parametro zero a giugno 2017. Se Antonio Obbedio, ds factotum che ha lavorato per la Lucchese anche a Natale, sarà bravo come ha dimostrato sinora potrà cedere già a gennaio Terrani sperando che qualche club possa offrirgli qualcosa (che è sempre meglio che niente a fine stagione, ma si tratta di cifre non superiori a 50mila euro). Se poi l’Inter vorrà riprendersi Forte per girarlo in B sarà necessario esaminare il contratto per capire se la Lucchese, che ha valorizzato al meglio il calciatore, ha diritto ad un premio e soprattutto qual è l’eventuale ammontare dello stesso. Sul versante lucchese l’amministrazione ad oggi non ha novità su eventuali possibili acquirenti interessati a rilevare al club. A nostro giudizio per salvare la Lucchese e assicurarle un futuro stabile servono dalle 10 alle 20 piccole-medie aziende disposte ogni anno ad investire 20-30mila euro nella squadra cittadina. Un po’ sul modello del Lumezzane che - ininterrottamente e senza mai un fallimento - milita stabilmente nei professionisti (C2 o C1) e in una stagione (2003-2004) un arbitraggio vergognoso le impedì di conquistare la serie B nello spareggio con il Cesena.

Pagare e cedere. C’è un’unica possibilità di superare l’empasse attuale. Bacci, senza contare sulla Coam che rischia oggettivamente il fallimento, faccia fronte ai debiti e poi metta in vendita la Lucchese. A quelle condizioni ci sarebbero acquirenti pronti a rilevarla.

La tempistica. Tre le date da tenere a mente: 21 gennaio, giorno in cui il tribunale fallimentare deciderà se ammettere o meno al concordato preventivo, previo deposito del piano concordatario, la Coam srl che detiene il 53% della Lucchese. Il 28 gennaio termine ultimo per il ripianamento delle perdite della componente minoritaria (Bacci il 33%, Lucchese Partecipazione, Lucca United, Moriconi e Micheloni il 13%, con i lucchesi che hanno già ottemperato). Il 28 febbraio termine non perentorio affinchè nuovi soci sottoscrivano il capitale inoptato.

Partership. La Lucchese brinda ad una nuova partnership, quella con la Baldini Vernici, azienda di Porcari che dal 1974 opera nel settore della produzione di vernici, smalti, idropitture e una vasta gamma di prodotti. E che ha stretto un accordo con la società rossonera per dimostrare vicinanza alla principale realtà calcistica lucchese. Una partnership e uno sforzo che rappresenta la volontà dell'azienda della Piana di partecipare alle vicende della Pantera. Adesso l'auspicio, con un effetto domino, è che altre realtà imprenditoriali contribuiscono a sostenere la Lucchese in questo momento delicato dal punto di vista societario. Baldini Vernici fa parte del Gruppo Cromology, leader di mercato in Italia e terzo gruppo a livello europeo.

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