Il Tirreno

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Lucchese sempre più Forte Piacenza ko e scavalcata

Lucchese sempre più Forte Piacenza ko e scavalcata

Micidiale uno-due nei primi dieci minuti per il bomber rossonero a quota 15 reti Nolè e soci controllano le operazioni per 80’, ma nel finale si complicano la vita

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PIACENZA. Il girone di ritorno inizia nel migliore dei modi e la Lucchese si fa il più bel regalo di Natale: la vittoria a Piacenza. Biancorossi surclassati e sorpassati con il sesto posto in classifica conquistato nel segno di Forte. Il bomber timbra per due volte nel giro di 10’ il cartellino e praticamente mette in frigo lo champagne per un successo fondamentale - il terzo esterno della stagione dopo quelli di Pontedera e Siena - contro una diretta concorrente nella lotta per i playoff. Certo, dietro l’angolo c’è la spada di Damocle della ricapitalizzazione e gli arcinoti problemi societari. Ma almeno per la festa più bella dell’anno proviamo ad allontanare i cattivi pensieri e guardare soltanto ai risultati del campo. Rispetto alla partita di fine agosto - la prima della stagione - in campo si vede una sola squadra: la Lucchese. Tonica, attenta, aggressiva, cinica per almeno 80’. Poi, qualche amnesia difensiva di troppo, rischia di rovinare una partita perfetta con il diciannovenne Segre che riapre una sfida chiusa sul nascere. Se i rossoneri di Galderisi sono stati impeccabili e il 3-4-2-1 ha funzionato a meraviglia, la stessa cosa non si può dire per i padroni di casa. Il Piacenza di Franzini, che al Porta Elisa aveva ben impressionato, è apparsa una formazione stanca. Poche idee e confuse, difesa a presepe, centrocampo compassato, attacco spuntato. Nella Bassa Padania sono attesi due attaccanti per consentire di tirare il fiato agli esterni offensivi Matteassi e Franchi non più in grado di pungere come ad inizio stagione. L’assenza poi di un panzer come Razzitti, entrato nella ripresa nonostante gli evidenti guai fisici, complica le cose alla formazione emiliana.

Micidiale uno-due. Rispetto al ko rimediato in casa con la Giana, il tecnico rossonero opta per due cambi: Nolè in luogo di Mingazzini e De Feo al posto di Fanucchi. A Piacenza le previsioni davano nebbia e invece la giornata di sole è sembrata sorridere soltanto ad una Lucchese fisicamente e mentalmente in salute. Si capisce sin dal calcio d’inizio che per i padroni di casa sarà durissima. Pronti via e dopo 4’ i rossoneri passano a condurre. Punizione dal limite di Bruccini, Barba invece di liberare svirgola la sfera che rimbalza in area di rigore dove Forte è lesto ad arpionarla e infilarla in rete facendola passare sotto le gambe all’esperto Pelizzoli. Piacenza letteralmente sotto choc e incapace di reagire tanto che cinque minuti dopo ecco il raddoppio dello stesso Forte che servito con il contagiri dal limite da Terrani su azione di ripartenza approfitta della statica difesa biancorossa che lo tiene in gioco per infilare con un maligno diagonale dal limite il portiere locale. Una partita appena cominciata che pare già finita. Ci vogliono 25’ affinchè i padroni di casa abbozzino una reazione adeguata trovando Nobile in grado di deviare in corner uno splendido colpo di testa dello scarto del Torino, il «pennellone» Debilijuh.
Ripresa sotto tono. Si conferma la tradizione che vuole il Piacenza incapace di recuperare ogni volta che va sotto di un gol. Perchè anche nella ripresa lo sviluppo della manovra dei locali e farraginoso e il sontuoso Dermaku anticipa ogni velleità offensiva. Quando manca un quarto d’ora la Lucchese, inconsciamente paga del risultato, tira i remi in barca e il giovane Segre prima viene ipnotizzato da Nobile, ma a 8’ dal termine con un diagonale trova il gol della bandiera riaprendo di fatto la sfida con Merlonghi che fallisce la più facile delle reti che avrebbe posto la pietra tombale sulla gara con 5-6’ d’anticipo.

Luca Tronchetti

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di Redazione web