Il Tirreno

Lucca

L’OPIONIONE DI PIERO PACINI

Partire dai concetti chiari di Albé per un futuro di calcio sostenibile

Partire dai concetti chiari di Albé per un futuro di calcio sostenibile

Chiarezza e trasparenza. Due concetti che non paiono appartenere alla componente maggioritaria della Lucchese alle prese, ancora una volta, con una crisi societaria che rischia di compromettere,...

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Chiarezza e trasparenza. Due concetti che non paiono appartenere alla componente maggioritaria della Lucchese alle prese, ancora una volta, con una crisi societaria che rischia di compromettere, stavolta in via definitiva, la possibilità di continuare a fare calcio a Lucca. Da semplice sostenitore di Lucca United, la cooperativa dei tifosi che ha acquisito l’1% del club, ho partecipato a riunioni con l’altra componente che ha a cuore le sorti del football di casa nostra: «Lucchese Partecipazione». La ricetta per uscire dalle secche in attesa di tempi migliori mi pare quella dell’umile socio ed ex calciatore Gianfranco Zappelli, uno che parla a voce bassa ed esprime concetti chiari ed elementari: riduzione drastica della rosa per abbassare le spese, coinvolgimento anche a livello di sponsorizzazioni delle imprese locali e obiettivi minimi che siano rivolti soprattutto alla valorizzazione dei giovani meglio se del vivaio. Dobbiamo ritornare al semiprofessionismo come ha detto, giustamente, l’allenatore della Giana, Cesare Albé. Inutile illudere i giovani che militano in Lega Pro guadagnando 1200 euro al mese e a 25 anni sono spesso senza squadra e senza lavoro. Voltarsi indietro per guardare avanti. I soldi sono sempre meno e occorre un ridimensionamento del sistema specie a livello di serie C.

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