Toscana
La Lucchese è troppo Forte Anche la Cremonese va ko
Tre vittoria di fila e ottavo risultato utile consecutivo per la squadra di Galderisi che sfoggia una grande condizione fisica unita ad una feroce determinazione
LUCCA. La Lucchese non si ferma più. Conquista la terza vittoria consecutiva contro la seconda forza del campionato e si colloca al quinto posto in classifica alimentando le speranze di una tifoseria sempre più unita attorno a questo manipolo di piccoli eroi del pallone guidati da un allenatore dal volto umano come Giuseppe Galderisi. «Nanu» non sarà un «guru» del football, ma in quanto a gestione del gruppo non è secondo a nessuno. E d’altronde grazie agli insegnamenti di maestri come Trapattoni e Bagnoli non è difficile per lui entrare in sintonia con uno spogliatoio formato da ragazzi umili, ma determinati, che al di là dei moduli e degli schemi tattici interpretano il calcio nel modo giusto: esaltando il collettivo e aiutandosi a vicenda nei momenti di difficoltà. Soltanto così si può andare lontano in chiave playoff. A patto che la proprietà il 13 dicembre metta mano al portafogli e risolva i problemi che angustiano il popolo rossonero. Bacci, a fine partita, lo ha lasciato intendere a chiare lettere. E noi, novelli San Tommaso, ci attendiamo che alle parole si sostituiscano i fatti. Uno scenario diverso sarebbe mal digerito dalla tifoseria e dalla città.
Il gol dell’ex. A segnare il gol che consegna tre punti al platino e rimanda a casa la corazzata Cremonese è il bomber Francesco Forte - uno degli ex di turno assieme a mister Galderisi e al centopolmoni Mirko Bruccini, anche lui tra i migliori in campo - che l’anno scorso il club grigiorosso aveva sedotto e abbandonato (vero mister Pea?) alla fine del girone d’andata relegandolo spesso in panchina. È il centravanti, ora finito nel mirino dello Spezia (a caccia anche di Terrani conteso da Spal, Perugia e Cittadella), che all’ultimo giro di lancette della prima frazione si procura sotto la curva Ovest il rigore, causato da un’ingenua trattenuta dello spaventato centrale Polak, per poi calciarlo centralmente (il replay del penalty con l’Alessandria) consentendo a Ravaglia di respingere la sfera e riuscire comunque a ribadirla in rete arrivando più veloce degli altri sul rimbalzo. Quel gol scatena la rabbia della Cremonese con l’esperto Moro, sino a quel momento il migliore tra gli ospiti, cacciato dall’arbitro per proteste. Espulsione e rigore che non vengono digeriti dal tecnico grigiorosso nero come la pece a fine partita.
Meriti e demeriti. Con l’uomo in meno e costretta a rincorrere emergono carenze e limiti di una formazione costruita per vincere come quella lombarda. Tesser ridisegna la squadra rinunciando al trequartista. Ma alla fine la Lucchese - che pure aveva 48 minuti in meno di recupero rispetto ai grigiorossi che avevano giocato sabato scorso in casa anzichè lunedì - rischia la beffa in una sola circostanza e su calcio piazzato quando in mischia Scarsella coglie il palo interno con la sfera che torna in campo. Per il resto il pressing alto della Lucchese con Florio e Cecchini che vanno ad attaccare i terzini all’impostazione, Fanucchi in versione guastatore sul portatore di palla, con i mediani lesti nell’anticipo sulle seconde palle e l’eterno Mingazzini che non sbaglia mai un intervento con una pulizia e un’intelligenza tattica sorprendente a 36 anni e mezzo. Morale? La Cremonese è costretta a superare la metacampo con lanci lunghi preda degli insuperabili Dermaku e Capuano.
Primo tempo equilibrato. Ad essere onesti gli ospiti non entusiasmano nemmeno nella prima frazione, decisamente equilibrata. Formazione sicuramente quadrata, agile nello stretto e tecnicamente dotata. Ma che non dà l’impressione di avere il controllo totale delle operazioni in campo. Vero, Terrani viene ingabbiato e si rende pericoloso solo in un paio di circostanze. Ma alla fine Nobile viene impegnato una sola volta in tutta la partita. Troppo poco per aspirare a vincere il campionato. Dal canto suo la Lucchese invece sciorina un bel calcio con proprietà di palleggio, giocate di prima, sovrapposizioni. Il tutto con una semplicità, una naturalezza e un’applicazione che fa ben sperare nel futuro. Alla fine si scatena l’entusiasmo di tutto lo stadio per una Lucchese che è tornata a far battere Forte il cuore dei suoi tifosi.
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