Il Tirreno

Lucca

L’ALLENATORE AVVERSARio

Colella, il mister che viene dalla gavetta «Per la Robur è un anno di transizione»

di Luca Tronchetti
Colella, il mister che viene dalla gavetta «Per la Robur è un anno di transizione»

LUCCA. Conosce bene la meritocrazia Giovanni Colella, 50 anni, un modesto passato da difensore esterno sinistro nel San Donà, Portogruaro e nella Primavera del Treviso, dall’età di 23 anni tecnico...

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LUCCA. Conosce bene la meritocrazia Giovanni Colella, 50 anni, un modesto passato da difensore esterno sinistro nel San Donà, Portogruaro e nella Primavera del Treviso, dall’età di 23 anni tecnico federale abilitato per via di una serie di infortuni che avrebbero stroncato un toro. Prima di sedere su una panchina professionista ha dovuto compiere 57 anni dimostrando anno dopo anno tutto il suo valore. Dagli esordi nelle giovanili del Belluno sino all’Eccellenza e alla D con il Sandonà Jesolo passando per il Monselice, il Mezzocorona, l’Unione Vigontina e il settore giovanile del Verona. «Nessuno mi ha regalato nulla. - sostiene il trainer del Siena nato per caso a Salerno, ma veneto d’adozione - Se oggi alleno nei professionisti è segno che qualcosa ho dimostrato com’è giusto che sia. All’estero ti chiedono il curriculum per lavorare, da noi invece basta essere amico degli amici che si spalancano le porte. Così non andiamo da nessuna parte». Dopo l’esperienza al Como e la salvezza ottenuta con il Renate mister Colella è sbarcato a Siena con un programma biennale: «Siamo partiti ad handicap a causa del tira e molla estivo per la cessione del club. Ed era logico che all’inizio la squadra stentasse. Adesso però abbiamo maggiore equilibrio e possiamo giocarcela con tutti. L’ambiente poi ci aiuta perchè non crea assilli o inutili aspettative. Obiettivo playoff? È presto per dirlo, siamo ad inizio dicembre. Vediamo a marzo come siamo messi e poi potrò essere più preciso». Nella Robur milita un ex rossonero: Alessandro Marotta, 6 gol all’attivo: «È un giocatore importante per il Siena. Oltre ad essere un ottimo ragazzo è una risorsa per la squadra: non molla mai e vede la porta come pochi. Sono molto soddisfatto di lui. La Lucchese è avvertita». A proposito dei rossoneri il giudizio del trainer bianconero è molto lusinghiero: «Una squadra solida e ben organizzata. Non conosco Galderisi, ma a giudicare da quanto ho visto Nolè e compagni possono aspirare legittimamente al quinto-sesto posto in classifica. Davanti ci sono top player come Forte e Terrani che trovano sempre la porta. A me piace da matti Dermaku, un vero baluardo, una forza della natura». Rispetto, ma nessuna paura di avversari che non vincono al Franchi da 69 anni: «Abbiamo una nostra identità e giocheremo senza snaturarci. Puntiamo ai tre punti attraverso lo sviluppo della manovra. Se la Lucchese ci sarà superiore le batteremo le mani».

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