Il Tirreno

Lucca

Bacci prova a tranquillizzare la tifoseria

di Luca Tronchetti e Feliciano Bechelli
Bacci prova a tranquillizzare la tifoseria

Il patron: «Stiamo lavorando sotto traccia per arrivare a risolvere il problema Coam». Misteriose cordate sullo sfondo

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LUCCA. Qualcosa si muove. Ma occorre manovrare con cura. Perché è in questi frangenti che si rischia di incappare in avventurieri da strapazzo e il rimedio diventa peggiore del male. Inutile girarci intorno. Qualcuno - da Brescia piuttosto che dalla Toscana o dalla Lucchesia - non direttamente, ma attraverso emissari avrebbe chiesto informazioni sullo stato di salute del club rossonero. Il 13 dicembre la società deve ricapitalizzare e servono 370mila euro. Il 54%, la Coam srl, sarà impossibilitato a farlo per le note vicenda giudiziarie e la richiesta del concordato in bianco che soltanto il primo febbraio sarà vagliata (accolta o respinta) dal tribunale fallimentare di Firenze. Quindi servirà un socio - Bacci che detiene il 33% o i soci lucchesi attraverso un nuovo soggetto in grado di prendersi sulle spalle la maggioranza o addirittura l’intero pacchetto azionario. Nella conferenza di fine partita il presidente Andrea Bacci prova a tranquillizzare l'ambiente spiegando che i problemi della sua azienda a un passo dal fallimento non si ripercuoteranno sulla Lucchese: «In settimana sono successe cose inaspettate. Grandi commenti non ne faccio perché viene richiesto grande riserbo. Non è una situazione normale ed è legata non solamente a Coam, ma pure ad altri fattori: credetemi, ci sono aspetti sorprendenti, non soltanto per me, ma anche per tutti coloro che hanno visto questa vicenda. In ogni caso, è una situazione gestibile: non voglio vendere né tranquillità, né serenità, perché è chiaro che abbiamo vissuto momenti migliori, ma è tutto gestibile».

La promessa. Cosa farà Coam il 13 dicembre, quando ci sarà la ricapitalizzazione dal notaio: «Dire che Coam possa rimanere socia al 54% - risponde Bacci - sarebbe prenderci in giro, ci sono impedimenti anche di natura temporale perché questo si possa verificare. Codice civile alla mano, il 13 i soci saranno chiamati a ripianare le perdite e se qualcuno non farà la sua parte sarà necessario che qualcun altro copra quella quota. Stiamo lavorando per questo, vedremo se le acquisirò io le quote Coam o se interverranno altre società, è una questione che ancora non abbiamo affrontato».

Il timore, però, è che poi la Lucchese vada incontro al terzo fallimento in un decennio. Bacci prova a rassicurare in tal senso: «Nessuno ha ipotizzato l'ipotesi che la società venga messa in liquidazione e arrivederci. Ripeto: verranno fatte delle operazioni in base alle quali le quote di Coam non andranno disperse. Tanti dettagli non li posso raccontare. Posso assicurarvi che tutto è ancora gestibile. Ci sono diverse verità, ma tante cose che ho letto in questi giorni sono arrivate distorte. La vera tragedia economica l'abbiamo toccata la scorsa stagione: sapete, quando si dà fiducia e carta bianca a uomini di grande valore professionale (Galli, ndr) non è concepibile che poi vengano fuori disastri. Non lo dico per scaricare colpe su altri, ma questo è successo in passato con la Lucchese. Se poi io mi metto a tavola con Lucchese Partecipazioni, loro mi dicono: noi siamo voluti rimanere al 10%, ma oggi stiamo impegnandoci come se fossimo rimasti al 40%. La Lega Pro costa tanto, ma non quanto rimettere a posto certe situazioni». Francamente le preoccupazioni restano tutte.

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