Il Tirreno

Lucca

Settimana importante per le sorti della società

di Luca Tronchetti

Al seguito dei rossoneri a Casal del Marmo c’era Bini di Lucchese Partecipazione Il presidente Bacci vuol restare con il 51%, ma non sarà facile trovare nuovi soci

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INVIATO A ROMA. Il presidente Andrea Bacci non c’era allo stadio Casal del Marmo di Roma a due passi dall’ospedale San Filippo Neri e accanto alla sede della polizia penitenziaria. E non si è visto nemmeno il dg Fabio Bettucci che da qualche settimana pare demansionato e lontano dalla squadra. Così l’unico socio di «Lucchese Partecipazione» era il «temerario» Carlo Bini che non ha voluto far mancare il suo apporto alla squadra nella sfida con la Racing Club Roma. È questo distacco, questo silenzio assordante, che preoccupa il popolo rossonero. Quei tifosi che da sempre vogliono bene alla squadra della città senza per questo avere gli occhi foderati di prosciutto . Inutile girarci intorno: di questo clima da fine impero ne risentono inevitabilmente anche i giocatori. D’accordo, il terreno di gioco della Racing era stretto e pieno di buche e non consentiva lo sviluppo della manovra. Ma al di là dell’atteggiamento tattico della modestissima formazione capitolina - disporrà di contributi federali importanti visto i tanti giovani scesi in campo - che si è chiusa a riccio attorno al vecchio «libero» Vastola portandosi a casa il classico punto che muove la classifica, resta la prestazione decisamente sotto tono della Lucchese. Una squadra preoccupata che pare avere la testa altrove.

Cambiare rotta. C’è fibrillazione per quello che può accadere già a partire da questa settimana. Anche se gli F-24 di agosto sono stati pagati venerdì (il punto in meno resta e fa il paio con quella della fideiussione in ritardo) e con qualche giorno di ritardo è stata saldata anche la Gesam, la preoccupazione per il futuro resta e la tensione cresce. Se qualche socio di minoranza (Sgrò?) starebbe per allontanarsi ve ne sono altri che invece stanno lavorando per allargare la compagine societaria nella speranza che il patron fiorentino voglia onorare i suoi impegni e il 13 dicembre ottemperi alla ricapitalizzazione e alla ricostituzione del capitale sociale attraverso un versamento di oltre trecentomila euro.

Cura dimagrante. A quel punto, a bocce ferme, la società può anche ragionare sul futuro immediato. L’idea è quella di abbassare i costi (2-300mila euro da gennaio a giugno) liberandosi di contratti onerosi attraverso la cessione (possibilmente senza scambi alla pari, anche se sarà difficilissimo, con altri club) di contratti onerosi come quelli di Di Masi, Longobardi e Martinez oppure il trasferimento in B o in Lega Pro di calciatori che hanno mercato come Terrani, Bruccini e Forte. Logicamente non tutti, perché l’idea di conquistare i playoff resta più che mai valida. Sul piede di partenza ci sarebbero anche Melli, Ballardini, Ashong e forse Zecchinato ammesso che il ds Antonio Obbedio riesca a piazzarli in qualche club di Lega Pro o d i D. L’obiettivo è di arrivare a 20 calciatori più Fratini e Bragadin, prodotti del vivaio e, assieme al portiere Nobile, unici in grado nel tempo di portare moneta sonante alla Lucchese.

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