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Del Maschio, ambasciatore della scherma nel mondo
Ottantatre anni, lucchese d’adozione, ha ricoperto tutte le cariche federali dando consigli ai campioni azzurri: «Valentina Vezzali la più grande di tutti»
LUCCA. Quando si parla di scherma e dei più grandi trionfi azzurri spesso emerge il nome di Lioniero Del Maschio. Lucchese di adozione dai primi anni Settanta quando si unì in seconde nozze a Maria Paola Bresciano. Nella sua carriera dirigenziale ha ricoperto cariche importanti a livello di Federazione: vice Presidente della FIS, membro della Federazione Internazionale (FIE). Attualmente all'età di 83 anni è presidente della Confederazione di scherma dei Paesi del Mediterraneo che unisce tre continenti: Europa, Asia e Africa. È inoltre presidente della squadra lucchese Oreste Puliti che fa parte della serie A1 maschile e A2 femminile.
La vita. Nato a Firenze il 26 maggio 1933, passò anni della sua infanzia a Castelnuovo di Sabbioni, una frazione del Comune di Cavriglia che si affaccia sulle colline del Valdarno in Provincia di Arezzo.Lui nel 1938 abitava nella parte bassa del paese che è stata distrutta dalle escavazioni della lignite. «Non potrei dimenticare gli anni della mia infanzia.- dice Lioniero- Con la mia famiglia andai ad abitare a Castelnuovo di Sabbioni in quanto mio padre Giuseppe era capo personale dell'azienda mineraria del Valdarno. Avevo una sorella,Maria Paola,di qualche anno più piccola e che purtroppo è morta anni fa. Mia madre Iolanda si occupava dei lavori domestici. Erano anni difficili per la sopravvivenza, erano gli anni della seconda guerra mondiale, dal 1938 al 1946. Anni di paura. Mio padre scampò miracolosamente dall'eccidio nazista il 4 luglio 1944 in cui morirono molti civili innocenti barbaramente trucidati». Nel 1947 finita la guerra si trasferì con la famiglia a Firenze in località San Iacopino vicino alle Cascine. All'età di 14 anni iniziò la sua breve attività agonistica. Gli piaceva giocare a calcio e nella squadra della zona era un buon attaccante: «Il calcio è stato il mio primo amore. Giocavo e sognavo in grande tifando Juventus come la maggior parte dei miei coetanei che abitavano nella campagna fiorentina. In centro invece erano tutti tifosi viola. Ho visto giocare una squadra fenomenale. La Juve del trio che faceva tremare ogni avversario: Sentimenti IV, Parola e Piola. Però prima del pallone c’era lo studio.Mi diplomai al liceo classico e feci l'università,rinunciando a laurearmi in Economia e Commercio quando mi mancavano soltanto otto esami».Una scelta condizionata dalla morte di suo padre.Trovò lavoro da impiegato alla Teti,l 'attuale Telecom, e fu trasferito a lavorare in diverse volte in giro per d'Italia. Nel 1959 a Trieste si sposò. Un matrimonio finito con il divorzio nel 1970. Nel 1971 si unì a Maria Paola Bresciano che portò all'altare e divenne lucchese d’adozione nel 1972. Anche Maria Paola Bresciano era divorziata dal primo marito e aveva due figli:Paolo Azzi che oggi ha 56 anni e Lorenzo Azzi di 52. La nuova famiglia dette serenità a Del Maschio che terminò la carriera lavorativa nell'1989.
La scherma. Con la pensione poteva dedicare più tempo alla sua attività di scherma iniziata nell'1981 come consigliere dell'As Oreste Puliti.«Mi avvicinai a questo nobile sport seguendo il mio figliastro Paolo schermidore nella Oreste Puliti e vincitore a livello agonistico di ben sette titoli italiani. Mai avrei pensato di occuparmi di scherma, ma mano a mano che passava il tempo mi accorgevo dei grandi valori di umanità che trasmetteva quello sport. La scherma non a caso è infatti la più antica e nobile disciplina delle arti marziali.La Oreste Puliti poi attraversò un periodo critico a livello di gestione e Luciano Bianchi,per tanti anni presidente del Coni Provinciale, mi volle in società a dare una mano. Alla fine nel 1981 mi ritrovai presidente ed ero particolarmente motivato per la presenza in squadra di Paolo che mi ha sempre considerato il suo vero padre. Da allora sotto la mia gestione la squadra ha vinto 20 titoli italiani e due titoli europei conquistati nel 2014 nella sciabola categoria cadetti con Jacopo Rinaldi sia nell'Individuale, sia a squadre». Da lì una carriera sempre più ricca di soddisfazioni ha coinvolto Del Maschio.
Incarichi nazionali. Si sono susseguiti altri incarichi in Federazione nazionale e internazionale.Nel 2000 fu eletto membro di una commissione Propaganda internazionale. È stato capo delegazione dell'Italia in vari campionati mondiali ed europei e membro della Federazione italiana ai Giochi olimpici di Barcellona 1992, Atlanta 1996 e Sydney 2000. Una miriade di atleti medagliati e tante soddisfazioni. Ho dato consigli ai grandi campioni della scherma italiana. Fra questi mi ha fatto immenso piacere aver instaurato un bellissimo rapporto con Valentina Vezzali, la più grande schermitrice del mondo di tutti i tempi ed esserle stato testimonial nel 99 a Seul quando vinse il suo primo titolo mondiale individuale di fioretto».
Il Gran Prix. Fra i suoi diversi incarichi anche quello di capo delegazione dell'Italia dal 1990 al 2001 nei campionati europei e mondiali. Ma lui va fiero soprattutto di aver inventato nel 1985 il Grand Prix, un circuito nazionale Giovanissimi per consentire agli atleti di affrontarsi più spesso in pedana. Da questa sua ideazione sono nati diversi talenti e la scherma italiana ha avuto più opportunità di salire alla ribalta.
Il futuro. Del Maschio abita per sua scelta da solo in via delle Tagliate dopo la scomparsa nel 2009 di sua moglie. Ma è circondato dall'affetto dei suoi figli e di tre nipoti: Micol che pratica scherma, Elisabetta che gioca a basket nel Cmb e Margherita studentessa liceale. Il suo futuro sarà ancora quello di Presidente della Oreste Puliti.La squadra maschile è in A1 e quella femminile in A2. Entrambe sono allenate dal maestro di sciabola rumeno Sorin Radoi . Con la sua direzione dal 2005 ad oggi la Oreste Puliti ha vinto 12 titoli italiani. Del Maschio rinuncerà invece a candidarsi alla presidenza della Confederazione di scherma dei Paesi del Mediterraneo. «L'incarico-dice Del Maschio-è quadriennale. Vista la mia età avanzata sarebbe un impegno troppo gravoso per la mia salute».
La Oreste Puliti. La squadra femminile si è imposta a febbraio nei campionati regionali di Pontedera occupando i tre gradini del podio. Primo posto per Margherita Cappelli,secondo per Chiara Sorbi e terzo ex equo per Micol Azzi (nipote di Del Maschio)e Marta Radini. La squadra maschile invece si è imposta nella sciabola con Jacopo Rinaldi occupando anche la terza posizione del podio con Lorenzo Manfredini. "La scherma-conclude Del Maschio-mi ha catturato senza volerlo, perché amavo il calcio. Uno sport dalle emozioni infinite perché il risultato è in bilico fino all'ultima stoccata».
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