Il dolore
Lucchese, un mese per capire il futuro
Pesano come un macigno gli errori della stagione precedente con oltre 100mila euro da pagare a due ex tesserati
LUCCA. Il D-day è martedì 13 dicembre. Nel giorno più corto dell’anno - stando almeno alla tradizione che risale a cinque secoli fa, ma che in realtà non corrisponde al vero come avviene spesso in ogni ambito - la Lucchese si gioca parte del suo futuro. Come dicono a Napoli: «L’acqua è poca e la papera non galleggia». Servono nuovi soci. Perchè da una parte i lucchesi (Lucchese Partecipazione e gli altri gruppi con l’1%) si sono svenati mettendo più di quanto spettava loro e arrivando ad un punto di non ritorno visto che tutti hanno aziende e personale da tirare avanti. Dall’altra il gruppo che fa riferimento ad Andrea Bacci e che detiene l’87% non vuole o forse non può più continuare a investire cifre importanti e sicuramente maggiori di quelli che erano gli accordi originari: la componente fiorentina il 51%, quella lucchese il 49%. Una fase di stallo pericolosa da cui è necessario uscire prima del fatidico 13 dicembre.
Tempistica sbagliata. In questo quadro non certo idilliaco c’è una squadra che piace e diverte i 1700 spettatori che ospita il Porta Elisa. Un entusiasmo ritrovato complice anche una politica di prezzi contenuti (che inizialmente non era piaciuta comunque al patron per i prezzi troppo bassi) e la costruzione di una squadra decisamente interessante per merito dell’umile e competente diesse Antonio Obbedio. Se questa rosa fosse stata allestita la passata stagione la Lucchese sarebbe stata in lizza con Spal e Pisa sino al termine per vincere il campionato. E sicuramente avrebbe conquistato i playoff attirando sponsor e consensi e avvicinando la città. Invece il dg Giovanni Galli - ancora a libro paga come l’ex responsabile del settore giovanile Mauro Bertacchini (ai due la società versa complessivamente per dieci mensilità lorde circa centomila euro) - mise sotto contratto tanti giovani di belle speranze. Quasi tutti flop eccezion fatta per Terrani, in scadenza di contratto, che sarà libero di trovarsi un altro club dal 2 gennaio 2017 (piace a Perugia, Spal e Cittadella). Quest’anno invece con le superpotenze Alessandria e Cremonese - che figurerebbero nella colonna sinistra anche in B e che hanno speso 5 e 3 milioni di euro - e con club come Arezzo, Livorno e Viterbese, anche loro con costi che si aggirano tra i 2 e 2,5 milioni, in considerazione della situazione economico-finanziaria del club forse era meglio contenere le spese e puntare a una tranquilla salvezza attraverso il minutaggio dei giovani per ottenere i contributi in Lega Pro. Una strategia a cui stanno pensando i dirigenti rossoneri. Una cessione di 5-6 elementi, quelli che hanno un certo mercato o che possono rientrare in scambi non onerosi, per ridurre i costi impiegando 4-5 under a partita. Obiettivo: salvezza tranquilla. Ma con un tecnico preparato e amato dai suoi calciatori come Galderisi non è affatto da escludere la conquista di un posto nei playoff.
Ripianamento delle perdite. Ripianare le perdite (oltre 300mila euro per il socio di maggioranza) e ricostituire il capitale sociale per navigare sino a giugno. Questa la promessa del patron di Rignano. Riuscirà a mantenerla? Siamo convinti che, dipendesse solo da lui, non ci sarebbero problemi. Ma nella vita non siamo mai soli. E allora è giusto che i soci lucchesi si guardino intorno provando ad individuare soluzioni diverse, nel rispetto della legalità s’intende, per evitare spiacevoli sorprese. La mission è una sola: salvare il soldato Lucchese.
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