Gioco
L’imprenditoria locale divisa non aiuta lo sport cittadino
Uniti si vince. Uno slogan valido ovunque e in tutte le stagioni. Soltanto in Lucchesia questa prerogativa non funziona. In nessun campo. E lo sport non ne è esente. Balza agli occhi, infatti, l’assen...
Uniti si vince. Uno slogan valido ovunque e in tutte le stagioni. Soltanto in Lucchesia questa prerogativa non funziona. In nessun campo. E lo sport non ne è esente. Balza agli occhi, infatti, l’assenza dell’imprenditoria locale nella sponsorizzazione delle varie discipline sportive: dal calcio alla pallacanestro maschile, dal volley al rugby sino agli sport minori. Soprattutto nell’ultimo decennio si è registrato un graduale disinteresse. Come se lo sport fosse una perdita di tempo, un disturbo. È mai possibile che una delle economie più floride della Toscana volti le spalle ai giovani e ai giovanissimi senza investire adeguatamente in strutture e iniziative capaci di innalzare a sistema i valori sani e positivi dello sport? Basterebbe che più aziende si unissero (per esempio quelle del settore cartario) e ognuna facesse la sua parte per riuscire a creare polisportive (dal calcio al volley) attrattiva per i giovani del territorio e in grado di allontanarli dai pericoli della società del web. Lucca, Capannori, Porcari, Altopascio, ma anche la Media Valle, la Garfagnana e la Versilia potrebbero riuscire nell’impresa. Serve tempo, buona volontà e spalle larghe. Lo sport, come l’enogastronomia e il turismo, sono un volano importante dell’economia e una risorsa per dare una speranza e un futuro alle nuove generazioni.
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