Il Tirreno

Lucca

Lucchese, salta ancora l’assemblea dei soci

di Luca Tronchetti
Lucchese, salta ancora l’assemblea dei soci

Patron Bacci non si presenta all’appuntamento e adesso è allarme rosso. Entro quaranta giorni servono 400mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Inutile girarci intorno. Serve denaro fresco da immettere quanto prima nelle casse sociali per evitare di incappare in nuove e più pesanti penalizzazioni. Come era facile prevedere, dopo le farraginose dichiarazioni del presidente rossonero di domenica nel dopo partita, l’assemblea dei soci fissata per ieri pomeriggio è slittata per l’assenza di Andrea Bacci. È la seconda fumata nera nel giro di quindici giorni e le sensazioni sono tutt’altro che positive. C’è un bilancio da approvare e delle perdite da ripianare. Il numero uno rosso deve buttare sul piatto 250mila euro se vuole andare avanti. Altrimenti o arrivano nuovi acquirenti che surrogano l’attuale azionista di maggioranza oppure la società viene messa in liquidazione. Occorre fare presto perchè il tempo è tiranno. Tra debiti pregressi e ricapitalizzazione servono 436mila euro. Il minimo necessario per gli adempimenti che evitino nuove penalizzazioni dirompenti non tanto e non solo ai fini della classifica, ma anche e soprattutto in chiave di mercato di gennaio. Che, se lo scenario non cambierà a 360 gradi, al di là di un ridimensionamento con almeno 6-7 cessioni provocherebbe un fuggi fuggi generale con i pezzi pregiati (Forte e Bruccini su tutti) già appetiti da club importanti di Lega Pro costretti gioco forza a fare le valigie.

La volontà di Bacci. Non lo dice espressamente, ma nel gergo «rignanese» le parole proferite dal patron della Lucchese durante la conferenza al termine della bella vittoria con la Viterbese suonano come un monito verso i soci di «Lucchese Partecipazione». In buona sostanza l’invito dell’«amico di Renzi» è quello di aumentare la quota parte della componente lucchese portandola dal 10 al 20 o meglio ancora al 30%. Un invito che sa bene non possa essere accolto dalla compagine locale (ci sono poi Arnaldo Moriconi con l’emittente Città Digitali, Moreno Micheloni e Lucca United che detengono ciascuno l’1%, ma che non paiono intenzionate ad aumentare la loro quota parte) che da giugno ad oggi si è accollata circa centomila euro in più rispetto a quanto avrebbe dovuto per la passione verso i colori sociali. Un braccio di ferro che non potrà produrre effetti semplicemente perché i «lucchesi» più di così non possono fare. Lo stallo prolungato genererebbe la nomina di un liquidatore che avrebbe il compito di portare i libri contabili in tribunale e avviare un doloroso iter già tristemente noto dalle nostre parti. Termini per fissare l’assemblea dei soci (ieri era presente Fabio Bettucci in rappresentanza della Coam)? Il codice civile usa la dizione «senza indugio». Ma alla fine è responsabilità degli amministratori (membri del Cda) mettere in liquidazione la società in caso di mancato funzionamento o inattività dell’assemblea. Se non lo fanno incorrono nelle sanzioni penali e civili previste dalla legge.

Contributi bloccati. Entro la settimana la società ha promesso di pagare gli F-24 di agosto necessari per sbloccare il credito in Lega legato al minutaggio (35-40mila euro). Ci sono poi questioni legate al pagamento di dipendenti e all’affitto di alcune case dei calciatori. Il ds Obbedio si sta muovendo a fari spenti per cercare di piazzare alcuni elementi anche di spicco. Sacrifici necessari per ridurre costi di gestione e ottenere liquidità. Sognare è bello, ma la realtà purtroppo è un’altra.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa