Il Tirreno

Lucca

Bacci chiederà ai soci di aumentare la loro quota parte

di Feliciano Bechelli e Luca Tronchetti
Bacci chiederà ai soci di aumentare la loro quota parte

Nell’assemblea in programma per approvare il bilancio il patron cercherà di ridurre il suo impegno economico

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LUCCA. La squadra con la grande prestazione fornita contro la Viterbese ha fatto la sua parte. Adesso tocca alla società e in particolare al presidente Andrea Bacci che, durante la conferenza di fine partita in sala stampa, si arrampica con giri di parole che dicono e non dicono e che debbono essere interpretati da tanto che sono criptici. L’impressione è che il plenipotenziario rossonero voglia ridurre la sua quota di partecipazione (87% assieme all’impresa edile Coam) e passare una percentuale ai suoi partner di sempre: «Lucchese Partecipazione». Il guaio è che i soci lucchesi - che da giugno ad oggi hanno anticipato per amore della squadra quasi centomila euro - non hanno la forza economica di partecipare con una percentuale di gran lunga superiore al 10%. C’è da superare uno scoglio che necessità di un apporto di capitale (460mila euro) per evitare che il mancato pagamento dei contributi previdenziali si ripeta anche il 16 dicembre (per gli stipendi invece la situazione sarebbe praticamente già messa in sicurezza). Se questo non dovesse accadere la società dovrà subire un ridimensionamento. Sette-otto giocatori dovranno fare le valigie e dovranno essere aumentati forzatamente i ricavi. Imprescindibile poi il versamento entro la settimana degli F-24 per poter accedere ai 35-40mila euro di credito in Lega legato al minutaggio.

Sull’aspetto societario Bacci tira in ballo i soci lucchesi: «Sarà necessario che tra di loro chiariscano le posizioni in termini di partecipazioni e percentuali. Questo è fondamentale. Si tratta di un incontro in programma da tempo, dobbiamo solo capire con quale situazione andremo avanti, al di là del fatto che questo sia un campionato estremamente oneroso, ma fortunatamente non dobbiamo affrontare discussioni o guerre. Dobbiamo soltanto una volta per tutte mettere in chiaro ciò di cui si parla da tantissimo tempo, ossia i termini dell'impegno di ciascuno in termini di quote e partecipazioni. Non esiste la non disponibilità da parte dei soci, non è questa la preoccupazione, non facciamo diventare qualcosa di banale come i rapporti societari come un ostacolo difficile da superare. Lo dico con molta serenità. Io per soci intendo la partecipazione lucchese, non Lucca United che, in termini dialettici e pratici, sta dando già tutto quel che può dare, ossia molto di più quel che ci aspettavamo». Questo significa che in futuro non ci saranno più problemi di contributi non pagati o versati in ritardo? «Prima di scrivere dovreste informarvi meglio. Non credo che siano cose che debbano investire i giornalisti o debbano essere comunicate, ma le cose non stanno come voi pensate. La situazione è abbastanza tranquilla. Gli stipendi sono stati pagati perché altrimenti avreste avuto una squadra diversa, con umori diversi; per gli altri pagamenti sono stati fatti in parte e volutamente un'altra quota è rimasta fuori per una serie di situazioni che non sono tenuto a spiegare. In corso c'è una ricapitalizzazione, io non mi tiro indietro, ma il tema è abbastanza complesso». Al di là del linguaggio una cosa è certa: la Lucchese ha soltanto virtualmente 17 punti. In realtà ne ha due in meno per il mancato pagamento dei contributi e la fideiussione presentata in ritardo. Non era mai accaduto nella storia della Lucchese. E sarebbe fondamentale che le penalizzazioni finissero quì. Se così non fosse allora ci sarebbe da preoccuparsi per il futuro del calcio a Lucca.

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