Il Tirreno

Lucca

Capelli e bicicletta Gli amori di Ernesto

di Valter Nieri
Capelli e bicicletta Gli amori di Ernesto

Il racconto di Bianchi, titolare del barbiere in via Mordini «Quella volta sui pedali verso la tomba di Coppi»

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LUCCA. Quando la bicicletta è amore vero.Ernesto Bianchi, il noto parrucchiere e barbiere per uomo che da 50 anni svolge la sua attività in Via Mordini, iniziò ad amarla da ragazzo all'età di 16 anni senza che quella fiamma si sia mai affievolita, nemmeno oggi che di anni ne ha 75.

Nato a Gragnano, figlio di contadini aveva allergia per i banchi di scuola ma gli piaceva lavorare nei campi e aiutava suo padre Giuseppe nel coltivare ortaggi e raccogliere frutta, patate e frumenti. Per guadagnare qualche lira in più si rendeva utile, imparando nello stesso tempo il mestiere a fare il garzone nella barberia di suo zio Alfredo a Fontananuova di Gragnano,dove pure lavorava suo cugino Gianni. Ernesto viveva in una famiglia modesta: sua madre Marina Celli faceva la contadina con suo padre; le due sorelle, Anna che oggi ha 81 anni e Isola che ne ha 79, pensavano ai lavori domestici. «Lavoravo tanto - dice Bianchi -e mi ingegnavo per incrementare i guadagni.Avevo nella testa il ciclismo.Ero tifoso di Charly Gaul, il lussemburghese capace di infiammare le folle a forza di scatti e da grande volevo fare il corridore oppure il barbiere».

Quando riuscì ad acquistare una bicicletta la sua gioia fu immensa. «Nei paesi intorno casa quando furono soppresse le linee del tram assieme a degli amici andavo a prendere le rotaie e le ammucchiavo in un campo, dove un commerciante veniva a raccoglierle pagandomi il lavoro. Raccolsi 13.000 lire e con quei soldi acquistai dal mio compaesano Piero Pieroni la prima bicicletta. Era una Benotto usata per una intera stagione dal campione svizzero Joseph Fuchs. E così detti sfogo alla mia esuberanza giovanile correndo con gli amici, organizzando itinerari da percorrere, pedalando per ore ed ore. Per dieci anni assieme ad Antonio Girotto, ho pedalato migliaia di chilometri.Uno dei percorsi più lunghi fu quando partimmo nel 1979 da Lucca per raggiungere Castellania e fare la foto vicino la tomba dove riposa Fausto Coppi».

I primi anni Sessanta erano quelli del boom economico, gli anni del conflitto generazionale con i giovani che venivano condizionati dal mutamento dei tempi. Con l'avvento dei Beatles si diffondevano i capelloni. Nascevano i primi jeans e cambiava il modo di vestire dei giovani che si ribellavano alle vecchie tradizioni. Ernesto, che era un tipo vivace e pieno di iniziative già allora si fece coinvolgere dalle nuove tendenze e la sua fantasia la mise in pratica anche sul lavoro divenendo nel tempo un ottimo acconciatore. Nel 1961 entrò a lavorare nella barberia da “Vittorio e Giancarlo” in via delle Chiavi d'Oro,dove imparò le prime tecniche di taglio.

Nel 1967 la sua prima gestione in proprio quando aprì in via Mordini il salone tutt'oggi frequentato da una vasta clientela. Gli si affiancò un socio,Luciano Lazzareschi, nel 1974 dopo essere entrato cinque anni prima come apprendista.

Ernesto perse le speranza di fare il corridore non ha però mai abbandonato il ciclismo.Sopra il suo negozio abitava il giudice di gara Lido Lencioni che lo convinse, vista la sua passione,ad entrare consigliere nell'U.C. Lucchese. «Fu il mio ingresso ufficiale nel ciclismo. Il presidente Barbafiera, lo stesso Lencioni e Pierluigi Poli mi dettero in mano l'organizzazione del Trofeo Città di Lucca, una corsa diventata nel tempo popolare e che ho mantenuto in vita fino al 2008, prima dell'effetto domino della crisi economica che mi costrinse a sospenderla. Per venti anni ho organizzato anche il Trofeo alla memoria di Alfredo Giometti a Colognora di Compito poi trasformato da 5 anni in Trofeo Roni a Piano di Coreglia».

Ds nel ciclismo. Fra gli altri impegni ciclistici di Ernesto Bianchi anche quello di direttore sportivo. Gli fu affidata negli anni ’70 la squadra riservata alla categoria allievi del Pedale Lucchese Poli. Negli anni ’80 guidò gli juniores della Caselli di Marlia. Negli anni ’90 ha guidato la Coppi di Lunata allora presieduta da Dante Rosi e dal 2000 al 2007 ha guidato la Cicli Bizzarri di Piazza S.Maria

Dal 1988 direttore di corsa. La sua decisione nelle corse, il suo temperamento, ma anche la sua dedizione a collaborare con tutte le società ciclistiche della Piana lo fecero conoscere in tutti gli ambienti ciclistici.Ernesto è munito di un carattere sincero. A volte scontroso,non cede a compromessi, ma il suo altruismo lo ha reso sempre pronto a rendersi utile e disponibile. Nel 1988 prese il patentino di direttore di corsa e da allora ha guidato circa 300 corse. Ha sempre mostrato una spiccata dote di intermediazione fra le società ciclistiche e la Federazione. Ha valutato, ogni qual volta veniva chiamato in causa, con attenzione se sussistevano le condizioni per poter svolgere il suo compito. Oggi per raggiunti limiti di età sta per giungere al termine di una carriera longeva e rara nel mondo del ciclismo. Il 20 novembre si corre sulle Mura di Lucca il Trofeo Angelo Impianti, terza ed ultima prova della Challenge Lucca-Mediavalle di Ciclocross.Questa potrebbe essere la sua ultima direzione.

Il club Mario Cipollini. Ernesto Bianchi si è reso artefice anche della nascita del Club Mario Cipollini, istituito nel 1990 assieme a Ugo Lenci, cognato del campione lucchese, per seguire i migliori anni della carriera professionistica dell'ex campione del mondo. Una felice intuizione che ha portato tanto entusiasmo fra gli sportivi lucchesi che hanno così potuto seguire dal vivo Re Leone fino a vederlo conquistare a Zolden il titolo mondiale, la Milano-Sanremo e 42 tappe al Giro d'Italia. Ernesto conobbe Mario Cipollini quando aveva appena 7 anni. Da allora lo prese a ben volere, divenendo per Mario come un secondo padre, sempre prodigo di consigli nel vederlo crescere e salire sul tetto del mondo.

La famiglia. Una svolta importante nella vita di Ernesto l'ha data il matrimonio con Maria Grazia Pia Centini, nel 1970. Una unione che gli ha fornito la conseguente “intensità dei doveri” terminando il suo processo di trasformazione punk.Dalla loro unione sono nate Silvia, che oggi ha 45 anni e Dania, 44 anni, che lavora nel salone di parrucchiere insieme a lui, e i nipoti Marina di 13 anni e Marco di 12 anni. Ernesto Bianchi con la sua passione è riuscito a ritagliarsi uno spazio nel lavoro che ha sempre amato e che,nonostante abbia raggiunto la pensione diversi anni orsono,continua ad esercitare per rallentare il processo di invecchiamento fisico e mentale. Nello stesso tempo è riuscito ad essere una figura di primo piano nella storia del ciclismo lucchese dove ha ricoperto diversi incarichi contribuendo alla valorizzazione ed alla crescita del movimento stesso.

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