Il Tirreno

Lucca

MALOTTI, Ristoratore prestato al calcio

di Luca Tronchetti

LUCCA. Torna al Porta Elisa trentaquattro anni dopo l’ultima volta. Era il 9 maggio 1982 e Roberto Malotti allora ventenne ala destra di belle speranze indossava la maglia numero 7 della...

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LUCCA. Torna al Porta Elisa trentaquattro anni dopo l’ultima volta. Era il 9 maggio 1982 e Roberto Malotti allora ventenne ala destra di belle speranze indossava la maglia numero 7 della Sangiovannese. Finì 0-0 e il giovane esterno fiorentino disputò una bella partita in uno stadio ricco di storia e di gloria come il Porta Elisa. «La ricordo bene quella gara. Nella Lucchese c’erano capitan Londi e un giovane Paci che poi diventerà un bomber affermato. - dice l’allenatore-pizzaiolo, prestato al calcio professionistico - Ricordo che avevo i capelli lunghi e neri mentre oggi sono calvo. Speriamo che dopo la partita con i ricordi mi tornino anche i capelli». Scheza Malotti. Un dilettante prestato al professionismo: «Tra Sangiovanni Valdarno e Montevarchi ho giocato nei professionisti sino a 22 anni. Poi mi ruppi i legamenti e addio sogni di gloria. Qualche stagione nei dilettanti (Bibbiena e Castelfiorentino) e a trenta ero già in panchina. Oddio da calciatore ero bravino, ma non ero Donadoni o tantomeno Baggio. Il calcio perdendo me non ha perduto un granché. A volte sorrido pensando che ora siedo a tavola con Antonini e si parla del Milan, delle Coppe dei Campioni e degli scudetti mentre sino a un anno fa parlavo con un terzino dell’Audace Legnaia o con una punta dell Fortis Juventus». Lui alle formule matematiche preferisce i ragionamenti da osteria: «La difesa a quattro? Con le formule chimiche non ci ho mai capito nulla. Non credo ai moduli, credo agli uomini. Il Prato se gioca da squadra può togliersi delle soddisfazioni e lasciare la scomoda posizione in classifica. In queste categorie con i nomi si va da poche parti». L’ex ala tornante la butta sull’ironia: «Come si ferma la Lucchese? Bisognerebbe picchiarli tutti prima della partita perchè una volta che entrano in campo l’è un casino. I rossoneri li ho visti spesso: con Alessandria, Arezzo e Como. Giocano bene e meriterebbero almeno 4-5 in più di quelli attuali. Se sono preoccupato? Logico che lo sono. Io sono un dilettante prestato al professionismo. Faccio il ristoratore da trent’anni (è, tra gli altri, il titolare della trattoria «Viavai» nel capoluogo toscano) e al massimo posso intendermi di pietanze. Dico soltanto che il gruppo ha voglia di riscatto e la vittoria con la Pro Piacenza ci ha aiutato ad acquistare un po’ di autostima. Quando Antonini, Tavano, Cavagna e il neo acquisto Tomi torneranno al top , restando umili e lavorando sodo potremo toglierci delle belle soddisfazioni».

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