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LO STANTUFFO DELLA LUCCHESE: «MI MANDA MANUEL PERA»

di Nicola Nucci
 LO STANTUFFO DELLA LUCCHESE: «MI MANDA MANUEL PERA»

LUCCA. Sulla fascia corre come un treno pronto a sfornare cross per gli attaccanti. Lo stantuffo rossonero è Filippo Florio, difensore classe 1996, in prestito dall'Ascoli. Uno degli ultimi colpi di...

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LUCCA. Sulla fascia corre come un treno pronto a sfornare cross per gli attaccanti. Lo stantuffo rossonero è Filippo Florio, difensore classe 1996, in prestito dall'Ascoli. Uno degli ultimi colpi di mercato e la mascotte della formazione rossonera. Sul suo approdo alla Lucchese c'è anche lo zampino della "zanzara" Manuel Pera. «Abbiamo giocato e vinto il campionato insieme nel Rimini in serie D. Non avevo dubbi a venire a Lucca, ma quando lui mi ha detto che sarebbe stata la mia piazza ideale non ci ho pensato due volte» racconta il laterale destro originario di Ischia che scalpita in vista della sfida di Pontedera contro i granata di Indiani, 6 punti in classifica, reduci dal ko col Pro Piacenza. «Vogliamo invertire la rotta. Abbiamo meno punti di quanto avremmo meritato sul campo anche per alcuni episodi arbitrali. A parte la gara col Tuttocuoio siamo sempre usciti a testa alta».

A caccia della prima vittoria. Squadre diverse, ma stesso campo: il sintetico dell’Ettore Manucci. «Nelle ultime due gare abbiamo conquistato due pareggi importanti, ma ora vogliamo vincere. Se questa classifica ci pesa? Non dobbiamo farci condizionare e io non mi abbatto grazie anche ai consigli dei veterani del gruppo». Un terzino di corsa che a 18 anni era già nelle mire dei grandi club. L'esperienza al Torino però è durata poco. «Sono stato sei mesi, poi sono emersi problemi con l'Ischia per il cartellino, ma è stata un'esperienza importante in un vivaio che ha fatto la storia del calcio italiano». Cresciuto a pane, calcio e sole dei Maronti, a 20 anni vanta già la vittoria di due campionati di serie D: nell'Ischia che stravinse campionato e poule scudetto, e nel Rimini. In queste prime 5 gare da titolare ha impressionato per la sua fase offensiva, la corsa inarrestabile, la generosità. Mentre il suo limite è nella fase di chiusura. «Mi sento più un laterale di spinta e il modulo scelto da Galderisi contro l'Arezzo, il 3-5-2, giocando quasi da esterno, ha esaltato le mie caratteristiche. Ma posso interpretare entrambi i ruoli. La fase difensiva è un pò la mia pecca. Devo crescere, ma ho solo 20 anni e posso migliorare. Negli allenamenti lavoriamo su tutti gli aspetti tecnici e tattici. Sto crescendo sul piano fisico». Dopo il prestito al Rimini è tornato all'Ischia, ma stavolta da protagonista. «In Romagna è stata una bella avventura: la piazza mi ha coccolato. Un pò come è successo sull'isola dove sono tornato disputando un campionato intero e segnando anche un gol».

L’università. Florio è un ragazzo con le idee chiare. A Lucca ha scelto di abitare da solo per conciliare gli allenamenti con gli studi universitari. «Ci voleva un ambiente tranquillo per portare avanti gli studi di Economia, preparo gli esami on line. In futuro mi piacerebbe fare il procuratore o il direttore sportivo. Per ora prendo lezioni da Obbedio» scherza il difensore campano.

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