Il dolore
«Il GhiviBorgo rappresenterà la Valle»
A poche ore dalla trasferta in Liguria il neo presidente Fabrizio Nieri spiega la filosofia del club e l’impegno verso i giovani
LUCCA. Da calciatore dell’Atletico Lucca negli anni Settanta a massimo dirigente per tante stagioni al Tau Calcio, società leader dei settori giovanili della Lucchesia, sino a ricoprire, per una stagione (2008-2009), anche la carica di vice presidente della Lucchese. Fabrizio Nieri, 55 anni, dopo aver lasciato a dicembre 2015 «Pagine Sì» oggi è amministratore delegato e socio di maggioranza della «Dati srl» che lavora prevalentemente nel market pubblicitario dei siti internet e dei social web. E la sua passione per il calcio non è mai venuta meno. Dopo l’ingresso nel maggio scorso all’interno del GhiviBorgo come direttore generale da poco più di una settimana è diventato il presidente del club della Valle del Serchio che milita in serie D e oggi pomeriggio (ore 15) sarà impegnato a Sarzana contro la Fezzanese (il team di Fezzano Ligure, dove militò nell’ultima parte della carriera l’ex rossonero Massimiliano Fiondella) nella quarta giornata con l’esordio dall’inizio di Cristiano e Regis.
Mission e ambizioni. Genuinità, accoglienza, passione e soprattutto uno sguardo rivolto prevalentemente ai giovani. Caratteristiche che Nieri ha riscontrato nei componenti del Cda del GhiviBorgo: «Questi aspetti sono rimasti autentici in Media Valle e in Garfagnana. Li ricordavo e li apprezzavo a livello professionale e li riscopro adesso. In questa giovane società ho il piacere di confrontarmi con le persone, d’instaurare rapporti umani che l’ipertecnologia ha cancellato. Vorrei mettere in chiaro che da queste parti si fa calcio con passione autentica senza secondi fini e con l’obiettivo dichiarato di diventare la prima società della Valle del Serchio. Al primo punto del nostro programma c’è la valorizzazione del vivaio da cui attingere a piene mani per la prima squadra che dovrà stabilizzarsi nella A dei dilettanti».
Gli obiettivi. «Sembrerà anacronistico, ma la nostra mission è quella di educare i giovani allo sport. Vogliamo trasmettere quei valori positivi che hanno animato la nostra generazione. Ricostruire un’etica e un rispetto che oggi manca totalmente e che deve essere la base per uno sport di massa come il calcio oggi dominato solo dal business e dal denaro e che da queste parti deve tornare ad essere una palestra di vita. Sacrificio, ambizione e rispetto per gli altri. Chi indosserà la maglia dei GhiviBorgo dovrà tenere a mente queste prerogative».
La progettualità. «Con la nascita della società Valle del Serchio per il settore giovanile abbiamo già iniziato un progetto di crescita tecnica e umana selezionando persone adatte e qualificate come Daniele Giraldi e Marco Cecchi. Per noi viene prima l’uomo e poi il calciatore. Siamo consapevoli che con il dialogo e l’ascolto ci faremo portavoci dell’esigenza di tutte le piccole società del territorio. Noi vogliamo unire e non dividere. E soprattutto servire la comunità. In concreto abbiamo acquistato due pulmini da 9 posti ciascuno che adesso vengono utilizzati dalla prima squadra e dalla Juniores, ma che nel tempo la società userà per andare a prendere i ragazzini più disagiati senza costringere i genitori a lunghi e tortuosi viaggi specie nel periodo invernale». C’è poi la costruzione dell’impianto sportivo. Fabrizio Nieri non fa voli pindarici: «È iniziato il procedimento di avviamento ai lavori del nuovo impianto del Carraia in sintetico e da mille posti a sedere, dotato di tutti i servizi. Penso che sarà ultimato per l’inizio della stagione 2017-2018. Avremo la possibilità di affittarlo per tornei e manifestazioni in modo da ottenere un ritorno economico che eviti continui versamenti e ricapitalizzazioni».
Allargamento societario. «Vogliamo coinvolgere altri piccoli e medi imprenditori e allargare la base societaria. Consolidamento e sviluppo necessari affinchè il GhiviBorgo si regga sulle sue gambe e non dipenda da un singolo. Il nostro habitat per i prossimi due-tre anni sarà la serie D. Da mantenere attraverso la valorizzazione dei giovani, in prestito e in futuro propri. Già in queste prime partite gioca un under in più (5 invece di 4) rispetto alle altre squadre. Il nostro modello è quello di un calcio economico-sostenibile dove i costi non devono superare i ricavi. In questi giorni i giocatori hanno ricevuto i primi compensi pattuiti. In un calcio dove le parole vincono sui fatti noi vogliamo introdurre un modello di serietà sportiva».
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