Il dolore
Capuano-Erpen, classe cristallina
A confronto la personalità del difensore rossonero e la rapidità del mancino amaranto
La passione non ha età. Prendete Ciro Capuano e Horacio Erpen, settant’anni in due. Guardateli mentre si muovono nel rettangolo verde. Si capisce lontano un miglio che appartengono ad un’altra categoria e che sono in Lega Pro perchè intendono finire la carriera in campo piuttosto che marcire in panchina in categoria superiore. Capuano guida i suoi compagni con personalità e senso della posizione, Erpen è ancora dotato di scatto, dribbling, corsa e batte le punizioni che è un piacere vederlo. Lucchese-Arezzo, derby numero 22 al Porta Elisa, passa anche da loro. Capuano è bravo negli inserimenti in avanti e non disegna il tiro da fuori, Erpen in caso di bisogno sa giocare anche in posizione più arretrata per dare un aiuto al centrocampo e consentire alla difesa di respirare. Sono uomini-squadra, giocatori che fanno della disciplina e della serietà il loro codice comportamentale. Con loro in campo i più giovani si sentono sollevati dalle responsabilità e al tempo stesso spronati a migliorare le loro prestazioni. Capuano ed Erpen, calciatori evergreen capaci di far innamorare i tifosi.
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