Il Tirreno

Lucca

Lucchese, il derby che vale una stagione

di Luca Tronchetti e Nicola Nucci
Lucchese, il derby che vale una stagione

Dopo 15 anni i rossoneri tornano al Picchi contro il Livorno super favorito. Galderisi sulla graticola cambia modulo e uomini

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LUCCA. Un derby che dopo quattro giornate è già diventato crocevia della stagione. Con un allenatore, Giuseppe Galderisi, che solo due settimane fa era stato applaudito e complimentato da tifosi, dirigenti, addetti ai lavori per la grande prestazione fornita contro l’Alessandria e persa per colpa di un rigore (segnato da Gonzales, fallito da Forte). Sono bastate 72 ore per ribaltare concetti ed opinioni. Vero, contro il Tuttocuoio la Lucchese è stata inguardabile. Ha sbagliato il mister a non attuare il turnover annunciato (Alessandria, Cremonese, il Livorno e anche i neroverdi di Ponte a Egola-San Miniato hanno modificato di almeno 3-4 calciatori la formazione scesa in campo la domenica), ha sbagliato la squadra a scendere in campo con la testa altrove forse già convinta di aver vinto prima del fischio d’inizio. Certo, l’atteggiamento tattico troppo spregiudicato e con poco filtro là in mezzo dove in due (Mingazzini, 36 anni, e Bruccini) devono rincorrere e tappare i buchi necessita di una revisione. Perchè in questo momento più dello spettacolo servono i punti per risalire dall’ultimo posto. E perchè questo organico numeroso (il difensore esterno destro Guglielmotti è poi approdato alla Pistoiese che gli ha offerto una cifra assai superiore a quella del club rossonero) consente un’ampia rotazione e giocatori in grado di garantire l’accesso ai playoff, l’obiettivo stagionale.

Cambio di modulo. Nanu non è uno sprovveduto. E oggi pomeriggio all’Ardenza, dove quindici anni dopo torna la Lucchese, cambierà il modulo di gioco passando dal 4-2-3-1 al 4-3-1-2 con Espeche a fare il terzino destro in luogo del giovane Florio (la squadra sarà senza under veri per la prima volta) e il georgiano Dermaku al centro della difesa assieme a Capuano. In mezzo con Bruccini e Mingazzini ci sarà Nolè mentre Terrani è destinato a fare il trequartista in luogo di un Fanucchi che stenta ancora a carburare con Forte che sarà affiancato dal veterano Longobardi da cui i tifosi si aspettano gol pesanti. In panchina De Feo pronto a subentrare nella ripresa e a mettere la sua impronta sulla partita.

Il caldo. Da non dimenticare anche la variabile atmosferica. Per la prima volta la Lucchese giocherà alle 14,30. Si passa dalle 18,30 alle 14,30. Ma giocare tutti dalle 15 alle 17 non è proprio possibile in questo calcio che in Lega Pro pensa di ricavare chissà quali introiti dalle tv a pagamento invece di pensare a mettere in sicurezza gli stadi e fare in modo che siano un luogo sicuro per le famiglie e i bambini.

Decisioni drastiche. Fare risultato e tornare sullo standard della sfida con l’Alessandria è l’obiettivo di una vigilia tormentata. Gli amaranto sono tra le favorite del campionato, un gradino sotto ai grigi piemontesi e alla Cremonese, ma nonostante i 9 punti hanno qualche problema d’organico e Vantaggiato e Jelenic, i più forti, out per infortunio. Una Lucchese meno sfrontata e più prudente ed equilibrata. Almeno 300 supporters a spingere la Lucchese all'Ardenza dove servirà una prova di carattere, una dimostrazione di compattezza e solidità prima ancora che moduli e schemi tattici. Conterà soprattutto l'approccio alla partita che finora ha portato a partenze ad handicap con i rossoneri andati sempre sotto in tutte e quattro le partite, riuscendo a recuperare soltanto contro Piacenza ed Olbia. Un risultato positivo a Livorno per ritrovare il sorriso in vista del derby in casa con l’Arezzo.

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