Gioco
Galderisi a Livorno si gioca la panchina
Il tecnico messo in discussione dalla società dopo la sconfitta con il Tuttocuoio apporterà modifiche tattiche alla squadra
LUCCA. Novanta o al massimo centottanta minuti per salvare la stagione del suo rilancio in panchina. Giuseppe Galderisi , 53 anni, a Livorno si gioca la panchina. Il presidente Andrea Bacci è su tutte le furie dopo l’indecente prestazione fornita sul terreno sintetico del Tuttocuoio. Non ha digerito il comportamento della squadra e il feeling con l’allenatore adesso è ridotto ai minimi termini. Due pareggi e due sconfitte in quattro giornate, due punti su 12. Troppo pochi per una Lucchese partita sulle ali dell'entusiasmo e con l'obiettivo di ritagliarsi un posto nei quartieri alti e finita invece ultima in classifica. La delusione si tocca con mano, ma mettere in discussione il tecnico e il suo progetto dopo 360 minuti di campionato sarebbe sbagliato e ingeneroso. Ci sono precedenti «pericolosi» che lo testimoniano come quello eclatante della stagione 2002-2003 (ricordate lo slogan più siamo più vinciamo uguale serie B) quando dopo quattro partite (due sconfitti e due parti) venne dato il benservito a Cecco D’Arrigo che l’anno prima aveva conquistato la finale playoff persa con la Triestina. La società guidata dal presidente Aldo Grassi puntò su Osvaldo Jaconi per risalire la china e conquistare gli spareggi promozione. Morale? Nonostante ingaggi importanti e costosi (Piovani, Fusco, Gelsi, Bonetto) la Lucchese si salvò ai playout con l’Alzano Virescit formazione che l’anno successivo non s’iscrisse al campionato. Quindi ponderare bene prima di prendere decisioni che poi potrebbero avere ripercussioni nefaste nel corso della stagione. E, nel caso di doloroso distacco, accertarsi di non fare un altro errore nella scelta del tecnico.
Modifiche tattiche. Nanu è uomo di calcio. Ha navigato in mille mari e sa bene come va il mondo. E che il derby contro il Livorno rappresenta un crocevia fondamentale per la stagione.Una gara dove l’unica cosa che conta è il risultato. «Devo riuscire a trasmettere ancora più voglia e determinazione - dice in conferenza stampa - e dovrò anche cambiare qualcosa negli uomini e nel modulo perché in questo momento non stanno arrivando i risultati sperati». La metaformosi tra la gara con l'Alessandria e quella col Tuttocuoio è inspiegabile. Una prova sconcertante che ha fatto arrabbiare il tecnico rossonero che nell'intervallo a Pontedera ha avuto un malore ed ha passato la conduzione della squadra al vice Cavalletto. «Un gesto di amore verso la mia squadra costruita con grande fatica dal direttore sportivo Obbedio e da me». Galderisi pur difendendo il progetto, apporterà modifiche e correzioni per dare più equilibrio alla squadra. «È anche un problema psicologico e devo restituire certezze alla squadra. Il calcio però mi ha insegnato che quando le cose vanno male si deve credere a quello che si è fatto. Ma comprendo la situazione e vedere i tifosi e il presidente delusi mi fa ancora più male. Dobbiamo dare una svolta al campionato e passare questo momento difficile». Per il tecnico rossonero però non è un problema di spinte offensive. «Un modulo spregiudicato? Prima di tutto le squadre sono fatte di uomini, il modulo si adatta a seconda delle situazioni. Qualcosa cambieremo per trovare più equilibrio. Ci vuole cattiveria e solidità, ma prima di tutto contano le motivazioni: se crediamo in quello che facciamo possiamo superare gli ostacoli».
Le probabili soluzioni. Un centrocampo a tre con Bruccini e Nolé al fianco di Mingazzini, esterni in grado di trovare la giocata come De Feo e Terrani a supporto di Forte e qualche modifica dietro con l’ingresso dal primo minuto del centrale georgiano Dermaku. Ma non basterà per uscire dal'Ardenza con punti in saccoccia. Serviranno anche intensità e corsa per tutti i 90 minuti.
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