Sicurezza
La Lucchese sprofonda con il Tuttocuoio
Disastro rossonero con la squadra che non entra mai in partita. Galderisi accusa un malore nell’intervallo e non rientra
PONTEDERA. Il Tuttocuoio corre, la Lucchese passeggia. Ora è allarme rosso. Perchè due punti in quattro partite sono davvero pochi. Ma soprattutto preoccupa l’involuzione nel giro di 72 ore. Da una prestazione super contro l’Alessandria grandi firme a una prova vergognosa contro i neroverdi di Ponte a Egola che schieravano soltanto quattro under 25 (Nocchi, Falivena, Caciagli e Provenzano) e che hanno dominato per almeno 75 minuti in lungo e in largo arrivando sempre primi sulle seconde palle, raddoppiando costantemente su Terrani e sui portatori di palla, innescando in modo perfetto il loro uomo migliore, il georgiano Shekiladze che ha segnato e concluso a rete almeno in tre circostanze risultando imprendibile per la coppia Espeche-Capuano. La Lucchese è rimasta a casa. Senza idee, senza schemi, affidandosi ai rilanci dalla propria trequarti a scavalcare il centrocampo che finivano per favorire costantemente Falivena e l’ex Bachini. Non ha funzionato nulla: reparti scollegati, giocatori fuori condizione e scarsamente reattivi. E non si venga a dire che è colpa del sintetico perché sarebbe una pietosa bugia. Stavolta è mancata anche la grinta e la determinazione che aveva caratterizzato le prime tre uscite di Espeche e compagni. Urgono rimedi e in fretta. La posizione di Galderisi, che ha accusato un malore da stress nell’intervallo ed è stato sostituito nella ripresa dal vice Cavalletto, al momento non è in discussione. Ma un nuovo passo falso nel derby più sentito di quest’anno e che manca da 15 stagioni con il Livorno all’Ardenza potrebbe avere ripercussioni anche sul piano tecnico. Perchè questa squadra l’ha costruita il mister che crede fermamente in questi giocatori. La speranza è che si sia trattato di un episodio, che nell’arco di un campionato ci può stare, e Galderisi riesca a toccare le corde giuste di un manipolo di uomini che ieri sera vagano per il campo e sembravano avere la testa altrove. Anche perché il presidente a fine partita è salito in macchina nero come la pece e se n’è tornato a Firenze. E il segnale non è certo dei migliori.
La partita. Il turnover annunciato non c’è. In campo solo un impalpabile Merlonghi a sostituire Martinez. Poi gli altri dieci che hanno messo alle corde la capolista Alessandria (anche ieri vittoriosa di misura in casa con l’Arezzo e rimasta a punteggio pieno). Sin dall’inizio però s’intuiscono palesi difficoltà di manovra. E da un rimpallo in fase difensiva Provenzano si trova la palla sul piede giusto in area di rigore e con un bel movimento supera Di Masi in uscita e deposita in rete. T’aspetti la reazione rossonera e invece in campo vedi soltanto maglie neroverde. Il gol del raddoppio poi grida vendetta. Un assist in orizzontale di Caciagli per lo smarcatissimo Shekiladze che con estrema disinvoltura entra in area e in diagonale infila il portiere. 2-0 dopo 25 minuti.
La ripresa. Gli innesti di De Feo dall’inizio e Longobardi dopo 25’ non cambiano l’inerzia della partita. E per vedere un’azione che non parta da un rilancio bisogna aspettare 65 minuti. Se poi ci si mette Terrani a sbagliare da pochi passi alla mezz’ora il gol che avrebbe potuto riaprire i giochi allora non è serata. E buon per la Lucchese che in contropiede nel finale Tempesti e Shekiladze falliscono la terza rete.
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