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MISTER FIASCONI: «SARA’ DURA PERCHE’ I ROSSONERI SONO FORTI»
LUCCA. La Lucchese nel suo destino. Luca Fiasconi, 39 anni, ex difensore centrale di serie C, assunse il ruolo di capo allenatore al Tuttocuoio 24 ore dopo la sconfitta della formazione neroverde al...
LUCCA. La Lucchese nel suo destino. Luca Fiasconi, 39 anni, ex difensore centrale di serie C, assunse il ruolo di capo allenatore al Tuttocuoio 24 ore dopo la sconfitta della formazione neroverde al Porta Elisa nella passata stagione. Era il 25 aprile scorso. E da quel giorno il giovane tecnico non ha mai perso. Due vittorie - in casa con Robur Siena e Ferrara con la Spal - nella scorsa stagione che sancirono la matematica salvezza del club di Ponte a Egola-San Miniato. Tre risultati positivi - due pari a Prato e in casa con la Viterbese e la vittoria esterna con la Lupa Roma - nel campionato 2016-2017. Il tutto con una squadra imbottita di giovani e con solo tre esperti: Falivena, Caciagli e Provenzano. Se non è magia questa poco ci manca. «Tra noi e la Lucchese ci sono 70 anni di differenza. - spiega il giovane tecnico che da quattro stagioni è in forza al Tuttocuoio come allenatore delle giovanili - Ho visto la partita al Porta Elisa con l’Alessandria. E i rossoneri mi hanno fatto una grande impressione. Meritavano ampiamente di vincere. Per noi sarà durissima. Ai ragazzi l’ho detto a chiare lettere: dobbiamo essere tosti e concentrati perché al minimo errore rischiamo di essere puniti. Mi piace in modo particolare Terrani, un ragazzo che può fare la differenza e spiccare il volo verso categorie più importanti. L’anno scorso ci fece neri. Dovremo raddoppiarlo sistematicamente perchè nell’uno contro uno ha pochi rivali. Ma poi hanno anche altri giocatori che possono risolvere il match: da Fanucchi a Forte, da De Feo a Longobardi». Schiera la squadra con il 4-2-3-1 anche se il suo maestro di calcio e di vita è Paolo Indiani: «Adotto quel modulo perchè già lo scorso anno me lo chiesero i ragazzi mentre Indiani, che è stato mio allenatore per sette-otto stagioni (Impruneta, Rondinella, Massese, Crotone e Pisa), gioca con la difesa a tre anche se adatta la squadra alle esigenze. I suoi consigli per me sono preziosissimi e anche quest’estate l’ho incontrato al mare per parlare di calcio. Credo che in categoria non ci sia nessuno competente come lui. Se avesse curato di più le pubbliche relazioni avrebbe allenato stabilmente in B».
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